Lettere Ad Familiares, XIII – Bibliografia (3)

130. Cairns, Francis, Caesar against Liberty? Perspectives on his Autocracy Ed. by Francis Cairns and Elaine Fantham. Papers of the Langford Latin Seminar 11, Cambridge 2003. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cesare autocrate

131. Calboli Montefusco, Lucia, Lauctoritas nella dottrina retorica Vichiana 3ª ser. 1-2 1990 41-60.

[L’ auctoritas gioca un ruolo di primaria importanza nella vita sociale romana. Legata al concetto di persuasione, acquista un valore particolare nella dottrina retorica. Per beneficiarne, l’oratore deve fare appello al suo ethos, alle sue personali qualità morali ma altresì alle regole dell’arte oratoria]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Auctoritas. Persuasione

132. Canali De Rossi, Filippo, Il ruolo dei “patroni” nelle relazioni politiche fra il mondo greco e Roma in età repubblicana Istituto italiano “La storia antica” Roma 1997. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Patronato delle città greche

133. Canali De Rossi, Filippo, Il ruolo dei “patroni” nelle relazioni politiche fra il mondo greco e Roma in età repubblicana e augustea, Munchen – Leipzig 2001. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Patronato delle città greche (vedi voce precedente)

134. Canali De Rossi, Filippo, Il ruolo dei “patroni” nelle relazioni politiche fra il mondo greco e Roma in età repubblicana e augustea Roma K. G. Saur 2001. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Patroni (vedi voci precedenti)

135. Canali, Luca, Gli ultimi due anni della corrispondenza e della vita di Cicerone Mondadori Milano 1987. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Vita e corrispondenza, ultimi due anni

136. Canali, Luca, Introduzione a Cicerone, Lettere, traduzione, commento, scelta di Riccardo Scarcia Rizzoli 1994 (1981′). SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere

137. Canfora, Luciano, L’agorà e il discorso suasorio in: Lo spazio letterario greco Salerno ed. Roma 1992. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Persuasione. Discorso suasorio

138. Canfora, Luciano, Il Corpus «ad Brutum» Ciceroniana N.S. 10 Roma 1998 191-208.

[Esame della tradizione indiretta e confronto con i dati della tradizione manoscritta per definire la collocazione di tale raccolta nell’ambito dell’intero corpus epistolare ciceroniano. Sull’argomento v. anche dello stesso A.: Dubbi sul secondo libro delle Lettere a Bruto Studi di storia della storiografia romana 311-315 ] SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere a Bruto

139. Canfora, Luciano, Vedi: Voltaire. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Memmio. Lettera 13, 1. Epicureismo. Voltaire

140. Cannata, Vincenzo, Cicero – Opera omnia quae exstant: Epistularum ad familiares liber XIII recensuit Vincentius Cannata Mondadori 1979

[Edizione critica delle opere di Cicerone edita dal Centro di Studi Ciceroniani di Roma]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Libro 13 ad familiares di Cicerone: edizione critica

141. Cannata, Vincenzo, vedi: Cavarzere, Alberto (cura), Cicerone, Lettere ai familiari Introduzione di Emanuele Narducci. Introduzioni, traduzioni e note ai singoli libri di Francesca Boldrer, Vincenzo Cannata, Alberto Cavarzere, Chiara Leveghi, Gianmario Prugni, Alessandro Russo, Rizzoli 2007. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere (ed, intr. trad. commento)

142. Carcopino, Jérôme, Les secrets de la correspondance de Cicéron L’artisan du livre Paris 19578 (1947¹). SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Corrispondenza

143. Carcopino, Jérôme, Decumani. Note sur l’organisation des sociétés publicaines sous la republique in: Melanges d’archeologie et d’histoire 25-26. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Pubblicani

144. Carter, I, – Ricciardi, M., L’idea di libertà Milano 1966. . SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Libertà

145. Cardellini, Anna, Rec. a: Leo Peppe Sulla giurisdizione in populos liberos del governatore provinciale al tempo di Cicerone. Pubblicazioni della Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pisa CIV Milano Giuffré 1988. [Index 19 1991]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Governatore provinciale: giurisdizione, poteri

146. Casey, John, Cicero ad fam, XIII.1 (www.) SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: ad fam. 13, 1

[Commento molto particolareggiato, contenutistico e grammaticale (scolastico) alla lettera ad fam. 13, 1]

147. Cavarzere, Alberto, Caro amico ti scrivo. «Privato» e «pubblico» nella letteratura epistolare di Roma, v. Chemello. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Epistolografia. Pubblico e privato

148. Cavarzere, Alberto, Commento a: Cicerone In difesa di Marco Celio Venezia 1982. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Celio

149. Cavarzere, Alberto, Commento al l. VIII delle Familiares Brescia Paideia 1983. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Celio. ad fam. 8

150. Cavarzere, Alberto, La corrispondenza di Celio e la precettistica di Cicerone Quaderni di retorica e di poetica I 1985 28 sgg. . [Tipologia della lettera familiare nella corrispondenza di Cicerone. Paragone con le lettere di Celio Rufo in ad fam. VIII SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Celio. Tipologia della lettera familiare151. Cavarzere, Alberto, La lex Plautia de vi nello specchio deformante della Pro Caelio di Cicerone. Atti del III Congresso uman. gardesano 22-25 ott. 1985 Giuffré Milano 1988. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Celio. Lex Plautia

152. Cavarzere, Alberto (cura), Cicerone, Lettere ai familiari. Introduzione di Emanuele Narducci. Storia critica del testo di Alberto Cavarzere. Introduzioni, traduzioni e note ai singoli libri di Francesca Boldrer, Vincenzo Cannata, Alberto Cavarzere, Chiara Leveghi, Gianmario Prugni, Alessandro Russo. Rizzoli 2007.

[L’edizione è palesemente frutto di attento e diligente lavoro. Le nuoce il rifarsi per il testo latino all’edizione vecchia di 20 anni di D. R. Shackleton Bailey del 1988, con le sue questioni irrilevanti cronologiche e onomatiche, i suoi spostamenti, le sue cancellazioni. la ricezione passiva di edizioni precedenti: tutto dichiaratamente insoddisfacente, come notano oltre a me altri che vi hanno lavorato (vedi per esempio Alessandro Russo, p.1672-1673) e lo stesso curatore. Alcuni degli studiosi individuano un criterio ordinatore nel libro da loro curato, contro il disordine generale della raccolta. L’opera nel suo insieme fornisce notizie utili e importanti, ma è da chiedersi a chi e a che cosa possa oggi servire una divulgazione di questo genere.

Narducci e Cavarzere sono due eminentissimi studiosi di Cicerone. L’introduzione di Narducci tratta di “Cicerone e i suoi amici: l’epistolario nel giudizio dei posteri”. Cavarzere ci dà una “Storia critica del testo”. Ambedue gli scritti sono di taglio più scientifico che divulgativo, ricchi di acume critico e di erudizione, tanto che qualche raro punto di dissenso potrebbe apparire frutto di improntitudine e invece umilmente corrobora la validità della trattazione: solo i regimi totalitari hanno l’unanimità dei consensi.

Narducci comincia con l’osservare che gli studi recenti hanno rinnovato l’immagine di Cicerone, purtroppo ancora diffusa anche a livello scolastico.

La storia della sua fortuna è condotta per assaggi. Si parla di Seneca, di Locke, della cultura repubblicana inglese, di Middleton, Boissier. Mommsen svaluta Cicerone e, con Hegel, esalta Cesare, in cui “adombra” l’auspicato condottiero della futura unificazione della Germania. Si parla poi dell’epistolario e a lungo di Boissier. Questi vede nelle vicende dell’ultima repubblica romana un’immagine dei suoi tempi, reagisce a Mommsen ed è in antitesi alla Storia di Giulio Cesare di Napoleone III.

Apprezzato è il romanzo (e il giudizio) di Rovani su Cicerone (intelletto mite e poliedrico); non lo è Carcopino, che definisce Cicerone la caricatura di un uomo di stato. Ipocrita e meschino è il Cicerone di Carlo Emilio Gadda (San Giorgio in casa Brocchi, 1930). La valutazione complessiva di Ferrero fa di Cicerone il capostipite degli intellettuali europei che vorrebbero orientare l’opinione pubblica (ma Cicerone era anche un uomo politico).

Questo sommario non dà naturalmente conto della ricchezza delle osservazioni di Narducci, e meno che mai delle altre sue opere su Cicerone e della sua attività di promotore degli studi su di lui, in particolare con i Colloquia.

La Storia critica del testo <delle lettere, e in particolare delle ad familiares> di Cavarzere (che nel suo esame – acuto e particolareggiato e con ricchissima ragionata bibliografia – passa in rassegna critica le opinione degli studiosi precedenti) inizia col discutere della pubblicazione, concludendo che la raccolta attuale non forma un tutto monolitico, ma che i singoli libri furono pubblicati autonomamente.

In particolare Cavarzere mette il luce l’inattendibilità dell’ipotesi pur fortunata – ma anche contestata – di Gurlitt, che individuava nel libro XIII delle ad familiares la silloge di cui parla Cicerone in ad Att. 16, 5. A questo proposito mi permetterei di aggiungere qualche osservazione, meglio sviluppata nel mio commento originario e non tagliato dalla redazione. Il libro XIII non è ordinato solo contenutisticamente. Lettere di raccomandazione si trovano anche altrove: il contenuto è dunque un criterio insufficiente. Le lettere sono raggruppate per destinatari che qui sono quasi tutti governatori di provincie). L’ordine è anche cronologico (ma gli editori troppo sbrigativamente – e superficialmente – classificano parecchie lettere come di data incerta, e così anche lo Shakleton Bailey qui riprodotto fotograficamente). Ugualmente ingiustificato è il taglio dei “duplicati” (13, 49a, 13 77a . b della mia edizione critica). Cavarzere citandomi riconosce “come dovrebbe essere se si tenesse nel dovuto conto l’autonomia dei singoli libri delle Familiares”. Ma questo dovuto conto non ha impedito che nella presente edizione da lui curata i tagli fossero attuati.

Segue poi la rassegna dei codici e delle edizioni. L’autore pone le sue preferenze nell’edizione di Shackleton Bailey, Cambridge 1977, con commento ed emendazioni e in quella. più rigorosa e più sobria nell’emendare, di W. S. Watt. Alla fine però si è preferito, probabilmente per ragioni editoriali (ma quali?), l’edizione teubneriana di Shakleton Bailey del 1988. L’edizione mondadoriana del Centro di studi ciceroniani di Roma, degli ultimi otto libri ad familiares (1965-1979), è citata ma non utilizzata.] SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere (ediz. intr. trad. commento)

153. Cavarzere, Alberto, Oratoria a Roma. Storia di un genere prammatico Carocci Roma 2000. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Oratoria

154. Cavarzere, Alberto, L’oratoria come rappresentazione. Cicerone e la “eloquentia corporis” in: Interpretare Cicerone: percorsi della critica contemporanea – Atti del “II Symposium Ciceronianum Arpinas”- Arpino 18 maggio 2001 a cura di Emanuele Narducci Le Monnier 2002.

[Preziosa ai fini di una retta lettura e interpretazione delle lettere commendatizie del libro 13, se le si considerano come piccole orazioni rivolte a una sola persona, è l’osservazione ben circostanziata che la forma stilisticamente elaborata dell’orazione scritta [e lo stesso si può dire della lettera] sostituisce l’actio. Ricco apparato critico e bibliografico] SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Oratoria

155. Cavarzere, Alberto, Storia critica del testo in: Cavarzere, Alberto (cura), Cicerone, Lettere ai familiari. Introduzione di Emanuele Narducci. Storia critica del testo di Alberto Cavarzere. Introduzioni, traduzioni e note ai singoli libri di Francesca Boldrer, Vincenzo Cannata, Alberto Cavarzere, Chiara Leveghi, Gianmario Prugni, Alessandro Russo. Rizzoli 2007. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Testo delle familiari

156. Cavarzere, Alberto, Sulla nuova edizione oxoniense delle familiares di Cicerone (Rec. a: Watt, W. S.) Mus Fat 1984 81-94. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Edizione delle lettere

157. Cavarzere, Alberto, Rec. a: Wistrand, M., Cicero imperator. Studies in Cicero’s correspondence 51-47 B. C Göteborg 1979 | Rivista di filologia e di istruzione classica (RFIC) 111 1983 68-72. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Corrispondenza 51-47

158. Cavarzere, Alberto, De teste Fufio. Cicerone e il trattamento dei testi in Idee vecchie e nuove sul diritto criminale romano 117-136, (a cura di Alberto Burdese) CEDAM 1988 SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Diritto penale. Testimonianze

159. Cetroni Mario, La comunicazione letteraria a Roma tra pubblico e privato Aracmon n. 1 1996. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Corrispondenza. Epistolografia. Pubblico e privato

160. Champeaux Jacqueline – Chassignet, Marlene (edd.), Hommage à Hubert Zenhacher Presses de l’Université Paris – Sorbonne 2006

[Raccolta di saggi su svariati argomenti. Possono interessare le questioni correlate al libro 13 delle familiari quelli appresso elencati.

J. Blandorf, Les théories de l’état républicain

G. Freyburger, Points de vue récents sur la ‘fides’ romaine

V. Léovant-Cirefice, ‘Amicitia’ et argent dans les lettres du proconsulat en Cilicie: Cicéron et «l’affaire Brutus».

162. Chapot, Victor, La province romaine proconsulaire d’Asie Paris 1904. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Provincia proconsolare d’Asia

163. Chemello, Adriana (cura) Alla Lettera. Teorie e pratiche epistolari dai Greci al Novecento Guerini Studio Milano 1998. Articoli contenuti nel volume: Elisa Avezzù, Alle origini dell’ epistolografia. I Greci e la ‘lettera’; Alberto Cavarzere citato; Gian Carlo Alessio, Preistoria e storia dell’ ‘ars dictaminis’ Daniela Goldin Folena, Familiarum rerum libri: Petrarca e la problematica epistolare. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Epistolografia

164. Ciaceri, E., Cicerone e i suoi tempi Milano – Genova – Napoli 1939. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone

165. Cimma, Maria Rosa, Ricerche sulle società di “publicani” Pubblicazioni dell’Istituto di diritto romano dell’Oriente mediterraneo Milano 1981. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Pubblicani

166. Cioroli Andreina , M. T. Cicerone tra retorica e tecnica giuridica del suo e del nostro tempo Roma Aracne 1993 SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Retorica. Tecnica giuridica

167. Cipriani, G., La pro Marcello e il suo significato come orazione politica Atene e Roma (A&R) 22 1977 113-125.

[La tesi dell’autore è che la profusione di elogi prodigati a Cesare da Cicerone travalica il quadro di una semplice gratiarum actio per il perdono concesso a Marcello e presuppone considerazioni politiche molto approfondite. Non è per amicizia per Marcello che Cicerone si prende tanta briga per convincerlo a rientrare a Roma e ad accettare il perdono di Cesare, ma perché spera di recuperare in tal modo l’influenza politica che aveva avuto in qualche occasione su Cesare. Cesare era in effetti ansioso di legare alla sua causa i più importanti degli antichi seguaci di Pompeo. Di questa tesi sono rilevanti e da condividere due punti: che la pro Marcello ha motivazioni politiche anche non evidenti e che Cesare cercava di guadagnarsi il favore degli ex pompeiani]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: pro Marcello. Orazione politica

168. Citroni Marchetti, Sandra, Amicizia e potere nelle lettere di Cicerone e nelle elegie ovidiane dell’esilio Università degli Studi di Firenze 2000.

[Le differenze tra quel che riguarda l’amicizia tra le lettere di Cicerone e le elegie di Ovidio non è dovuta soltanto alle differenti personalità dei due autori e alle loro diverse esperienze, o alle differenti convenzioni tra lo scrivere in prosa e in poesia, ma è determinata in maggior misura dai cambiamenti intervenuti nella società romana, cambiamenti che essenzialmente sono nei rapporti di potere all’interno dell’élite romana. La realtà dell’ “amicizia” era cambiata, ed era cambiato il carattere delle rispettive opere, anche per il tipo di rapporti che in esse si riflettevano (politici in Cicerone, privati in Ovidio). Le lettere di Cicerone rispecchiavano un tipo di società in cui il gruppo di potere era omogeneo e il potere, secondo la Citroni, era sostanzialmente bilanciato; al contrario in Ovidio c’era un principe onnipotente che poteva mandare in esilio chiunque, il poeta fra gli altri. Questa grande differenza è parzialmente obliterata nei testi dall’uso convenzionale di formule fisse e di topoi nel parlare dell’amicizia, cosa che può dare un’impressione di continuità; ma ci sono sottili differenze nell’impiego di questa espressione nei due diversi contesti.

Per quel che riguarda Cicerone, l’A., attraverso un attento esame di lettere e opere, mostra come la lettera fosse lo strumento attraverso il quale i membri maschi dell’élite esprimevano la loro voluntas agli amici esercitando quella la specie di controllo che ritenevano loro spettante come patres familias e uomini politici. In questo contesto è particolarmente interessante vedere come Cicerone adatti le vecchie dinamiche alla nuova realtà seguita all’acquisizione del potere da parte di Cesare. La comunicazione fra gli amici era modificata dalla presenza di un “amico” più amico di tutti, per cui l’èlite non governava più, ma era limitata dalla presenza di un terzo elemento, il che produceva un mutamento nel linguaggio dell’amicizia quale si ritroverà da ultimo nelle lettere di Plinio il Giovane. L’analisi della Citroni prosegue con il paragone con le espressioni di Ovidio. Interessanti per il nostro argomento le analisi delle lettere di Cicerone dall’esilio e quelle seguite alla morte di Cesare. Nell’esilio, Cicerone poteva rivolgersi a parecchi amici, Ovidio non aveva nessun intermediario per il potente. Dopo la morte di Cesare, questi era visto come tiranno, cosa che serviva a ben poco, dato che il nome del tiranno, Cesare, era diventato il nome di un dio, di un amico “superiore”.

Questo saggio è recensito da Anna De Pretis in Bryn Mawr Classical Review 25 10 2001, a cui siamo debitori. La recensione addita caratteri e pregi dello scritto nella particolare attenzione rivolta al linguaggio, alla sua evoluzione e al suo adattarsi ai mutamenti alle realtà socio-politiche, e alla considerazione delle lettere di Cicerone come fatti di arte piuttosto che come documenti storici. Qualche riserva sul fatto che la Citroni basa il suo discorso sulla definizione ciceroniana (Lael. 15) di amicitia come consenso di volontà e opinioni fra boni viri piuttosto che sulle sue manifestazioni nelle relazioni politiche amicali dell’ élite della Roma antica, o sulla sua costruzione attuata attraverso le lettere. Noi aggiungeremmo che l’amicitia fra politici era cosa ben diversa da quella delineata da Cicerone nell’opera filosofica: era uno scambio di sostegni, appoggi, favori (e unilaterali prestiti di denaro), come era anche stata quella di Cesare con Cicerone, e a cui Cesare insistentemente si appellava. Altra riserva della recensione riguarda l’idea trascendente dell’amicizia che la Citroni sembra avere (“rimane sempre la stessa, pur trasformandosi”), idea che non si concilia con i modi storici e personali delle sue manifestazioni. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Amicizia. Potere.

170. Citroni Marchetti, Sandra, Poesia e lettori in: Roma antica: forme della comunicazione letteraria Laterza 1995. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE Comunicazione letteraria

171. Citroni Marchetti, Sandra, Volontà degli amici ed esercizio del potere in Cicerone Materiali e discussioni per l’analisi dei testi classici (MD) 42 1999 65-94. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Amicizia. Potere. [v. anche saggi precedenti]

172. Clark, P. A., Tullia and Crassipes Phoenix 1991 28-38. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Tullia. Crassipede

173. Clarke, M. L., Rhetoric at Rome. A Historical Survey London 1962

SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Retorica a Roma

174. Classen, Carl Joachim, Cicero Kunst der Uberredung in: W. Ludvig (ed.) Eloquence et Rhetorique chez Cicéron 1982 149-184. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Arte della persuasione

175. Classen, Carl Joachim, Diritto, retorica, politica. La strategia retorica di Cicerone Il Mulino Bologna 1998 (1985’)

[È merito dell’A fondare il suo lavoro sulla distinzione tra persuadere (indurre all’azione) e convincere (della verità di un’asserzione). Questa distinzione è basilare per intendere la stategia retorica di Cicerone, che appunto tende alla persuasione. Importante per l’interpretazione di 13, 15 è la discussione sul significato di tenebras offundere (confondere le idee)]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Diritto, retorica, politica. Persuadere e convincere. Ep. 13, 15

176. Classen, Carl Joachim, Le pouvoir de la parole. La stratégie rhéthorique de Cicéron Bulletin de l’Association Guillaume Budé (BAGB) 1985 187-201.

[Procedimenti utilizzati da Cicerone per impressionare e sedurre gli ascoltatori a proposito della distribuzione di terre per la colonizzazione: un discorso pronunziato nel 63 davanti al senato contrario alla legge agraria e un altro davanti all’assemblea popolare quasi favorevole. Egli adatta al pubblico le sue tecniche di persuasione, ad effetto e senza alcun riguardo alla verità, tecniche che riposano unicamente sulla forma e sulla scelta delle parole]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Retorica. Tecnica oratoria. Verità

177. Classen, Joan-Marie, Cicero’s Banishment: tempora et mores Acta Classica: proceedings of the Classical Association of South Africa (AClass) 35 1992 19-48. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone al bando

178. Clavel-Lévêque, M., Cicéron, esclavage, et analyse de contenu. Pour une autre critique Dialogues d’histoire ancienne (DHA) 4 1978 407-422.

[Risposta alla recensione di J. C. Dumont]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Schiavismo e Cicerone. Nuova critica

179. Clift, Elayne, About the Letter and the Art of letter-Writing in: Villani, Jim – Naton, Leslie, The Epistolary form and the Letter as Artefact. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Arte epistolare

180. Cody, G. M., The use of libero – damno and absolvo – condemno in the iudicial proceedings of the late republic Classical Philology (CPh) 68 1973 205-208.

[Libero e absolvo, damno e condemno sono rispettivamente usati come sinonimi nei procedimenti giudiziari della tarda repubblica. I discorsi di Cicerone rafforzano quest’uso sinonimico. Cannata lo ha riscontrato anche nel libro 13 ad fam. ep. 52 (qui libero significa propriamente ‘scagionai’ ‘feci assolvere’ e non ‘liberai dalla condizione servile’come ha interpretato qualche studioso]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: libero damno absolvo condemno . Ep. 13, 52

181. Colasanti, Giovanni, Fregellae, storia e topografia Roma 1906. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Fregelle

182. Coleman, Kathlen, recensione a Bell, Andrew John Edward, Spectacular Power in the Greek and Roman City, Bryn Mawr Classical Review, 4 aprile 2006. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Potere spettacolare

183. Collins, John H., Tullia’s Engagement and Marriage to Dolabella Classical Journal (CJ) 1951 162-168. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Tullia e Dolabella

184. Combes, R., Cicéron et Matius. “Amitié” et politique a Rome Revue des études latines (REL) 36 1958 176-188. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Mazio. “Amicizia” e politica

185. Concilium Eirene XVI . Proceedings of the 16th International Eirene Conference Prague 31. 8 – 4. 9 1982 ed. by Oliva P. & Frolikova A. Praha: Kabinet pro studia recká, rimská a latinská CSAV 1983. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Bibliografia

186. Consoli, Maria Elvira, Colloquium Tullianum anni MCMLXXXI, Cicerone e lo stato (Varsavia 11-14 maggio 1989) Aufidus 8 1989 187-193. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone e lo stato

187. Constans, Leopold Albert, Cicéron, Correspondance I (ed.) Paris, Les Belles Lettres 1940.

[Questa edizione è stata stampata dal 1934 al 1996. Le lettere sono disposte cronologicamente; il volume 4 è stato curato anche da Jean Bayet, il 5 da quest’ultimo e da P. Jal, i volumi 6 – 11 da Jean Beaujeau, come segue. Ogni volume dà il testo, la traduzione in francese, note e questioni cronologiche; alcuni anche commento e, occorrendo, appendici.

I: lettere 1-65 (68-59 a.C.) 1934

II: lettere 66- 121 (58-56 a.C.) 1935

III: lettere 122-204 (55-51 a.C.) 1935

IV: lettere 205- 268 (51-50 a.C.) 1951

V: lettere 269-289 (50-49 a.C.) 1964

VI: lettere 290-477 (marzo 49-aprile 46 a.C.) 1993

VII: lettere 478-586 (aprile 46-febbraio 45 a.C.) 1980

VIII: lettere 587-706 (marzo 45-agosto 45 a.C.) 1983

IX: lettere 707-803 (settembre 45-agosto 44 a.C.) 1988

X: lettere 804-866 (19 agosto 44-25 aprile 43 a.C.) 1991

XI: lettere 867-951 (27 aprile 43-metà luglio 43 a.C.); lettere di data incerta: Index nominum di tutte le lettere 1996]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere, edizione

188. Conte, Gian Biagio, Generi e lettori Milano 1991 SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Generi e lettori

189. Cordier, P, M. Caelius Rufus le préteur récalcitrant Melanges des Écoles Françaises d’Athènes et de Rome (MEFRA) 106 1994 533-577. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Celio

190. Cotton, Hannah M., Cicero, Ad familiares XIII, 26 and 28. Evidence for revocatio or reiectio Romae/Romam? Journal of Roman Studies (JRS) 69 1979 39-50.

[Queste lettere di raccomandazione, scritte nel 46 a. C. a Servio Sulpicio Rufo governatore dell’Acaia, non possono essere considerate una prova che i cittadini romani avessero il diritto legale di chiedere la remissione dalle provincie a Roma delle loro cause. Esse rappresentano, semplicemente, un tentativo si usare l’influenza personale o una pressione semi-ufficiale per ottenere ciò che Cicerone stesso chiedeva]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Remissione a Roma Influenza personale. ad fam. 13, 26. 28

191. Cotton, Hannah M., Documentary letters of Reccommendation in Latin from the Roman Empire, Königstein/Ts Hain 1981.

[Si tratta di documenti pervenuti per via non letteraria] SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Raccomandazioni non letterarie

192. Cotton Hannah M., Greek and Latin Epistolary Formulae: some Light on Cicero’s Letter Writing American Journal of Philology (AJPh) 105 1984 409-425.

[Nonostante il titolo generico, l’articolo si occupa di lettere di presentazione o di raccomandazione discutendo Keyes, Brinkmann e altri e concludendo che gli sforzi principali di Cicerone furono quelli di liberarsi dalle strettoie dei modelli tradizionali (greci, ma anche latini antichi improntati a quelli greci). In particolare la terminologia latina della raccomandazione è prova dello sviluppo indipendente delle lettere di raccomandazione latine. Questa conclusione deriva da un esame minuzioso delle formule greche e latine usate nelle lettere di raccomandazione o di presentazione, per esempio habere commendatum ed ecein sunestamenon e dallindagine sull’evoluzione nel tempo e nei vari contesti del significato del verbo sunisthmi e del latino commendare, spesso unito ad espressioni come in fidem recipere o tradere]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Modelli (inapplicati da Cicerone) di lettere di raccomandazione

193. Cotton, Hannah M., Military tribunate and the exercise of patronage Chiron 11 1981 229-238.

[La corrispondenza di Plinio con i legati imperiali e le sue richieste riguardo al patronato (da spartire fra i propri amici) sono illuminanti e soprattutto ricordano la pratica repubblicana ben documentata dalle lettere di Cicerone a Cesare e al fratello Quinto]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Patronato. Tribunato militare

194. Cotton, Hannah M., Mirificum genus commendationis”: Cicero and the Latin Letter of recommendation American Journal of Philology (AJPh/AJP) 106 1985 328-334.

[L’articolo getta ampia luce sulla pratica di scrivere lettere di raccomandazione negi ultimi anni della repubblica. La distinzione fra commendatizie normali e speciali costituisce la prova degli elaborati sforzi di Cicerone di liberarsi da modelli fissi e precostituiti. Come è naturale ampio spazio hanno le lettere del libro 13: l’espressione citata nel titolo è tratta dalla lettera 13, 6; una lettera speciale è la 13, 15 a Cesare, tuttavia esaminata solo nella forma esteriore (più che altro per le citazioni greche) e non nel contenuto, palese o meno. La formula è raffrontata ad altre più o meno simili che provano l’asserto su riferito. Che ci siano lettere commendatizie di routine e altre invece che si chiede di tenere in seria considerazione è provato dalla lettera a Valerio Orca in cui si parla di una nota convenzionale e concordata che avrebbe contraddistinto queste ultime: sulla questione si cita Iul. Vic., Ars Rhetorica 27 448 (Halm). Si accenna anche all’ipotesi di Gurlitt, che si definisce non provata, nonostante che sia seguita da parecchi studiosi (elencati in nota). A p. 333 n. 19 si affaccia il dubbio sulla identità dell’Acilio di 13, 50 e l’Acilio di 7, 30]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere di raccomandazione speciali. Modelli delle lettere di raccoman= dazione respinti. “Notae”. Gurlitt. Acilio. Lettere del libro 13

195. Cotton, Hannah M., A note on the organization of tax-farming in Asia Minor (Cicero, Fam. XIII, 65) Latomus 45 1986 367-373.

[È poco probabile che questa lettera, come del resto quella che immediatamente la precede nella raccolta, sia stata indirizzata al governatore della provincia di Bitinia, così come pretendono i mss. I problemi posti dal contenuto delle due lettere spariscono se si ammette che il loro vero destinatario era il governatore della provincia d’Asia, a cui sono indirizzate altre lettere del libro 13]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Destinatari . Lettera 13, 65

196. Cotton, Hannah M., The role of Cicero’s letters of recommendation: iustitia versus gratia? Hermes 114 1986 443-460.

[Le lettere di raccomandazione di Cicerone sono a favore di persone i cui affari rientravano nella sfera delle competenze e dei poteri dei governatori delle provincie ma non fanno quasi mai appello a questi poteri (imperium, potestas) o all’autorità dei destinatari; non sono lettere ufficiali, ma lettere private che fanno appello alle doti personali di humanitas, liberalitas. voluntas, integritas, mansuetudo, clementia, studium, officium ecc. dei destinatari. Generalmente si richiede che il destinatario estenda al raccomandato i rapporti di amicizia (amicitia, necessitudo, fides e simili) che aveva con Cicerone, rapporti che giustificano la raccomandazione. Le lettere di raccomandazione sono per lo più in favore di negotiatores e publicani (affaristi ed esattori delle imposte). Il linguaggio cortese e i convenevoli celano sinistri appelli alla forza e alla coercizione. Si può dire che molti degli abusi e degli atti di sfruttamento e di oppressione compiuti dai governatori delle provincie sono iniziati e perpetuati in seguito a simili lettere solo apparentemente innocue. Ma c’è di più: la principale funzione dei governatori era quella giurisdizionale, di rendere cioè giustizia. La raccomandazione tende a piegare questa giustizia a quanto richiedeva il prestigio (la gratia) di cui godeva il commendatore, anche se non c’è mai questa richiesta esplicita: si dice anzi che la richiesta sia esaudita nei limiti in cui la giustizia o la dignità del destinatario lo permetta, frase che né il raccomandato né il destinatario potevano prendere sul serio: a che sarbbe servita altrimenti la raccomandazione? Existimatio, dignitas, iustitia, fides, ius, aequitas, honestum, rectum sono termini che si addicono al governatore provinciale, a cui si richiede continentia, diligentia, modestia, abstinentia, virtus, innocentia, diligentia, qualità alle quali le raccomandazioni non si dovrebbero addire. Esse sono giustificate solo dalla quasi totale discrezionalità delle decisioni dei governatori e si può dire che fanno perciò parte integrante del sistema amministrativo provinciale: la loro funzione è dunque ben diversa da quella ancillare e burocratica delle lettere di raccomandazione odierne.

Il saggio della Cotton è ben documentato, ricco di citazioni ed esempi (ampio spazio è dedicato alla controversia fra Bruto e i Salamini). Le sue argomentazioni appaiono convincenti]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere di raccomanda= zione, funzione. Iustitia versus gratia. Controversia fra Bruto e i Salamini

197. Coyle, A. F., Cicero’s De officiis and De officiis ministrorum of St Ambrose Franciscan Studies 15 1955 224–256.

[V. sullo stesso argomento Ivor G. Davidson]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: De Officiis. Ambrogio

198. Cowell, Frank R., Cicero and the Roman Repubblic London 1972 (1956.’) SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone

199. Craig, Chistopher P., The Accusator as Amicus: an Original Roman Tactic of Ethical Argumentation Transactions and Proceedings of the American Philological Association (TAPA/TAPhA) 111 1981 31-37. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Accusatore come amico. Argomentazione

200. Craig, Christopher P., Form as Argument in Cicero’s Speeches: A Study of Dilemma, American Classical Studies 31 Atalanta 1993.

[Lo studio esplora i metodi non razionali di persuasione usati da Cicerone nei suoi discorsi forensi. In particolare l’uso del dilemma può spingere la giuria ad accettare argomentazioni che la fredda luce della ragione rivelerebbe ingannevoli. Questo è cruciale per l’interpretazione dell’oratoria ciceroniana [ma è importante anche per l’interpretazione delle lettere, per esempio ad fam. 13, 4], Un esempio di dilemma (“premessa doppia”) è tratto da Aristotele (Rhet. 1399a sgg.): «Se tu dici qualcosa che è giusto, il popolo ti odierà; se dici qualcosa che è ingiusto, ti odierà Iddio». Il dilemma è inconfutabile; ma Cicerone lo usa assai spesso in modo ingannevole: usa cioè dilemmi falsi, che apparentemente escludono una terza affermazione, mentre in realtà non la escludono [vedi la lettera citata e la seguente]. Cicerone adatta la nozione tradizionale di dilemma alle esigenze di difendere il suo cliente, senza curarsi della verità, in modo cioè ingannevole, come ingannevole è la sua retorica e tutta la sua oratoria] SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Persuasione. Dilemma. ad fam. 13, 4. 5

201. Crawford, M. H., Roma nell’età repubblicana Il Mulino 1995

SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Roma nell’età repubblicana

202. Crifò, Giuliano, Osservazioni sull’ideologia politica di Cicerone Bollettino dell’Istituto di diritto romano “Vittorio Scialoia” 3 1 271 –282 Milano 1959. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: politica, ideologia

203. Chrissanthos, S. G., Freedom of Speech and the Roman Republic in: I. Sluiter – R. M. Rosen, Free Speech in Classical Antiquty Mnemosyne Suppl. 254 Leiden 2004 341-367

[Nella repubblica romana i cittadini comuni in teoria potevano far sentire la loro voce, sia in città che nell’esercito, ma era difficile che fossero ascoltati, in quanto in quelle circostanze valeva la dignitas e l’auctoritas dell’oratore. C’erano anche le contiones, riunioni non decisionali convocate dai magistrati, in cui si poteva parlare liberamente; ma di solito erano invitati a parlare personaggi di rango elevato. Tuttavia la coscienza del diritto alla libertà di parola si manteneva viva ed era trasmessa attraverso i soldati e alcuni ufficiali dell’esercito e poteva provocare rilevanti effetti sulla possibilità e sulla capacità dei soldati di opporsi o contestare le decisioni dei comandanti nel condurre le campagne di guerra. Infatti le contiones militari erano più libere che quelle cittadine e potevano giungere all’ammutinamento, come nel caso di Lucullo in Asia nel 68, e comportare il trasferimento del comando che in quel caso fu affidato a Pompeo attraverso la legge Manilia]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Libertà di parola

204. Cowell, F. R., Cicero e a Republica Romana Lisboa SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone

205. Cugusi Paolo, L’epistola ciceroniana: strumento di comunicazione quotidiana e modello letterario Ciceroniana 10 1998 163-190. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere. Modello letterario. Epistolografia

206. Cugusi, Paolo, Evoluzione e forme dell’epistolografia latina nella tarda repubblica e nei primi due secoli dell’impero. Con cenni sull’epistolografia pre-ciceroniana Roma Herder 1983. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Epistolografia

207. Cugusi, Paolo, L’epistolografia. Modelli e tipologie di comunicazione in Lo spazio letterario di Roma antica II Salerno ed. Roma 1989. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Epistolografia

208. Cugusi, Paolo, Note sui papiri epistolari latini. Analecta papyrologica 7 1994. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Epistolografia.

209. Dammann, G., Cicero quo modo in epistulis sermonem hominibus quos appellat, et rebus quas tangit, accomodaverit Diss. Greifswahl 1910.

[Cicerone adegua il suo stile epistolare ai destinatari e all’argomento di cui tratta] SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Stile adeguato ai destinatari e alle cose

210. D’Anna, G., Alcuni aspetti della polemica antiepicurea di Cicerone, Roma 1985.

[Citato da Venturini, a proposito di 13,1. Non essendo certamente Memmio molto amico di Cicerone (si rifiutò addirittura di incntrarlo, come risulta da questa lettera), cadono le ragioni dell’ipotesi che il Memmio dedicatario del poema di Lucrezio non sia il pretore del 58. Interessanti note a proposito di otium e dignitas, con riferimento alla pro Sestio e al De oratore] SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Memmio. Epicureismo. Otium. Dignitas. Ep. ad fam. 13, 1

211. D’Arms, J. H.,  Senators involvement in commerce in the late Republic. Some Ciceronian evidence in The seaborne commerce of ancient Rome 77-89.

[Atti del convegno sull’argomento]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Senatori e commercio presso Cicerone

212. David, J.-M., Le patronat judiciaire au dernier siècle de la république romaine Roma 1992. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Patronato giudiziario

213. Davidson, Ivor J., Ambrose’s De officiis and the Intellectual Climate of the Late Fourth Century Vigiliae Christianae 49 1995 313- 333.

[Confronto tra il De Officiis di Cicerone e il De Officiis di Ambrogio]

(anche su ww2.evansville.edu/ecoleweb/articles/officiis.htlm) SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: De Officiis. Ambrogio

214. De Caprio, Vincenzo, Roma in Letteratura italiana – Storia e geografia II* Einaudi 1988

[…la divaricazione fra le due soluzioni romane [della Roma moderna] del problema letterario [per il latino la formazione rigidamente classicistica latina e ciceroniana, per il volgare la loquendi consuetudo aperta a una pluralità di modelli] si rivela il frutto di un’operazione evidentemente egemonica]. . SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Latino strumento di potere

215. De Francisci, P., Primordia civitatis Roma 1959. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Storia romana

216. Degli Innocenti Pierini, Rita, Cicerone nella prima età imperiale. Luci ed ombre su un martire della Repubblica in: Narducci, Emanuele, ‘Aspetti della fortuna di Cicerone nella cultura latina’. Atti del III Symposium Ciceronianum Arpinas Firenze, Felice Le Monnier 2003. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone nella prima età imperiale

217. Degli Innocenti Pierini, Rita, Introduzione a Cicerone Lettere dall’esilio Le Lettere 1996. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere dall’esilio

218. Della Morte, P. Militerni, A proposito di alcuni recenti studi sull’epistolario ciceroniano Bollettino di studi latini (BstudLat) 3 1973 96-116. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Epistolario ciceroniano, studi

219. De Martino, F., La Gens, lo stato, le classi in Roma antica Napoli 1953. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Gens, stato, classi

220. Demougin, S., Ordo equitum Romanorum, ordo libertorum. Freigelassene und ihre NachKommen im römischen Ritterstand in: L’ordre equestre. Histoire d’une aristocratie (IIe siècle av. J. C.- IIIe siecle ap. J. C.). Acte du colloque international organisé par Ségolène Demougin, Hubert Devijver, et Marie Thérèse Raepsae Vharlier (Bruxelles – Leuveun, 5 – 7 octobre 1995) Roma: École française de Rome; Paris: de Boccard; Roma: L’Erma di Bretschneider 1999 5-29. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cavalieri. Liberti

221. Deniaux, Élisabeth, Clientèles et pouvoir à l’époque de Cicéron de Boccard Paris 1993.

[A Roma la raccomandazione è inserita in un tessuto di relazioni sociali e politiche]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Raccomandazioni. Clientele. Patronato. Potere

222. Deniaux, Élisabeth, Commendatio, reccommandations, patronages et cliènteles a l’époque de Ciceron Tesi Univ. Parigi 1987.

[Studio fondato sullo spoglio della corrispondenza di Cicerone]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Raccomandazioni. Clientele. Patronato. Potere

223. Deniaux Élisabeth, Le passage de citoyennetés a la citoyenneté romaine: les bourgeoises Roma 1987. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Patronato. Cittadinanza

224. Deniaux, Élisabeth, Les recommandations de Cicéron et la colonisation césarienne: les terres de Volterra (Fam. 13, 4. 5): Cahiers du centre G. Glotz (CCG) II 1991 215 – 228

[Procedure d'informazione e decisionali secondo quella lettera]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Raccomandazioni. Clientele, Patronato. Potere. Volterra Colonizzazione cesariana

225. Deniaux, Élisabeth, – Schmitt-Pantel, P., La relation patron–client en Grèce et a Rome. Table ronde La cité antique” Opus 6–8 1987- 1989 147-163; De l’ambitio a l’ambitus 279-304. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Raccomandazioni. Clientele. Patronato. Corruzione. Brighe elettorali. Influenza

226. De Nonno, Mario – De Paolis, Paolo – Di Giovine, Carlo, Bibliografia della letteratura latina in: Lo spazio letterario di Roma antica V, Salerno editrice Roma 1991.

[Cicerone, pp. 276 – 302; epistolario, pp. 283-284]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Bibliografia ciceroniana e in particolare dell’epistolario

227. De Paolis, Paolo, Vedi sopra, De Nonno 224 [Cicerone, pp. 276 – 302; epistolario, pp. 283-284]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Bibliografia ciceroniana e in particolare dell’epistolario

228. De Rosalia, Antonio, Riflessioni sul concetto ciceroniano di amicizia Palermo 1984. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Amicizia

229. De Salvo, Lietta, Il giudizio sulla mercatura nel mondo romano Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Macerata (AFLM) 20 1987 9-32

[Il commercio non era tenuto in grande consideraztone. Il plebiscito Claudio del 218 a. C. proibiva ai senatori di dedicarvisi. Ma dietro questa facciata l’atmosfera generale d’affarismo della tarda età repubblicana si faceva sentire anche presso la stessa nobiltà. Le riserve di Catone non sono di natura morale, ma pratica (rischio di gravi perdite a causa dei pericolo della navigazione); Cicerone aveva strette relazioni con uomini d’affari e molti notabili si servivano di prestanome. Ma il topos letterario del disprezzo della mercatura sopravvive sempre, fra l’altro presso certi autori cristiani, benché la Chiesa avesse essa stessa proprie attività commerciali]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Commercio. Proibizione di commerciare ai senatori. Plebiscito Claudio

230. De Vivo, A., Le leggi e l’uso della storia in Cicerone Paideia 55 2000 183-195. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Narrazione storica, modello drammatico. storiografia tragica

231. Dyer, R. R., Rhetoric and Intention in Cicero ‘Pro Marcello’ Journal of Roman Studies (JRS) 80 1990 17-30. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: pro Marcello. Incitamento al tirannicidio

232. Di Fiorino, M., (cura) La persuasione socialmente accettata, il plagio e il lavaggio del cervello Forte dei Marmi I Psichiatria e territorio 1990 59-69. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Persuasione. Plagio

233. Di Gennaro, Gennaro, I comizi centuriati di Cic. De re p. II 22, 39-40: attribuzioni, struttura, giudizio politico Athenaeum 81 1993 545-565.

[Interpretazione di questo passo di Cicerone alla luce dei dati forniti da Tito Livio 1, 42, 4-43 e da Dionigi d’Alicarnasso A. R. 4, 16-21, che corrispondono a due tradizioni differenti sui comizi centuriati di Servio Tullio]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Comizi centuriati

234. Di Giovine, Carlo, Vedi: De Nonno, Mario – De Paolis, Paolo – Di Giovine, Carlo, Bibliografia della letratura latina in: Lo spazio letterario di Roma antica V Salerno editrice Roma 1991.

[Cicerone, pp. 276 – 302; epistolario, pp. 283-284]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Bibliografia

235. d’Ippolito, F., L’organizzazione degli “intellettuali” nel regime cesariano Quaderni di storia (QS) 4 1978 245-272. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: “Intellettuali” nel regime cesariano

236. Di Spigno, Carlo, Cicerone, etica e politica Torino 1972. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Etica e politica

237. Di Spigno, Carlo (ed.) Cicerone, Epistole ad Attico U.T.E.T. Torino 2002. Epistole ad Attico

238. Di Spigno, Carlo (ed.) Cicerone, Epistole al fratello Quinto e altri epistolari minori U.T.E.T. Torino 2001. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Epistole a Quinto e altri epistolari.

239. Dixon, Suzanne, Family Finances: Tullia and Terentia Antichthon 18 1984 78-101. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Finanze familiari. Tullia. Terenzia

240. Dixon, Suzanne, The Roman Family Baltimore, Johs Hopkins SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Finanze familiari. Tullia. Terenzia Famiglia romana University Press 1992.

[Studio destinato a specialisti e non specialisti, passa in rassegna i vari aspetti, anche legali, della vita e dei rapporti familiari. Una tesi fondamentale è che l’idea vittoriana della famiglia come “porto sicuro in un mondo senza cuore” si può ritrovare nella letteratura della tarda repubblica. Meno convincente appare l’autrice quando ad illustrare la tenerezza maritale cita quattro lettere di Cicerone dall’esilio (ad fam. 14, 1-4), che contrastano nel tono con le altre 20 lettere pervenuteci di Cicerone a Terenzia, che non hanno espressioni di calore, come anche le lettere di Ovidio alla moglie dall’esilio di Tomi. Ambedue questi personaggi contavano sulle loro mogli per difendere i loro interessi a Roma e per fornire loro notizie e informazioni. Sarebbe forse troppo cinico, dice Laura Abrahamsen su Bryn Mawr Classical Review 03. 05. 05, affermare che Cicerone usava Terenzia come si serviva di qualsiasi altro alleato politico. Sullo stesso argomento, v. Eulenberg 263. Treggiari 720. Veyne 739.SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Famiglia romana

242. Dondin-Payre, Monique, rec. Spielvogel L’antiquité classique 65 1996. Bruxelles 484-485.

[Il problema è di spiegare l’azione politica di Cicerone più che la nozione in sé di amicizia sia nell’ambito filosofico che nelle applicazioni concrete]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Azione politica. Amicizia

243. Dopico Cainzos, Maria Dolores, Aeternitas rei publicae como programa politico en Ciceròn: al ejemplo del Pro Marcello. Athenaeum 85 2 1997 391-408 .

[Nella pro Marcello è presente un pensiero politico più profondo che in orazioni anteriori, pensiero che costituisce la concezione ciceroniana dello stato]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Aeternitas rei publicae: Programma politico nella pro Marcello

244. Dorey, T. A., (ed.) Cicero Routledge & Kegan 1965. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone

245. Dorey, T. A., The use of praenomina in Cicero’s letters Humanitas 6-7 1957-58 33-37. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Intitolazione delle lettere

246. Douglas, A. E., Cicero Oxford Clarendon Press 1995 (1968’).

[Rassegna di studi su Cicerone] SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone, studi

247. Drewniewska, B., Preskrypt w korespondeniji Cycerona. Menander 33 1978 7-24, 71-80, con riassunto in latino.

[Studio delle differenti formule di intitolazione delle lettere di Cicerone]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Intitolazione delle lettere

248. Druckenmiller, Jenny D., Cicero’s Letters and Roman Epistolary etiquette Thesis – University of Oregon 2007.

[Tranne che in particolari evenienze, Cicerone nelle sue lettere si atteneva al protocollo epistolare ed era un sostenitore del decorum in ogni circostanza (De Off. I 93-102). Lo scambio epistolare era un fattore importante nelle relazioni di amicizia persolale e politica (l’amicizia politica è, allora come oggi, come oggi l’appartenenza a uno stesso partito). Le lettere di Cicerone sono per lo più ritmiche, tranne quelle più strettamente confidenziali. A differenza che nelle orazioni e nelle opere filosofiche in cui i riferimenti sono tradotti, nelle lettere Cicerone usa citazioni greche, il che era un segno di raffinatezza; queste citazioni sono preponderanti nelle lettere ad Attico. La studiosa esamina poi il caso della divulgazione da parte di Antonio, con intenti diffamatori. di una lettera privata di Cicerone, cosa che era una grave infrazione all’etichetta (niente doveva essere portato a conoscenza di un pubblico non adatto e senza la revisione dell’autore) ed equivaleva a un atto di ostilità politica. Le argomentazioni sono sostenute da riferimenti alle Filippiche, alle lettere ad Attico e a questioni relative alla riservatezza delle lettere spesso violata o in certi casi neppure voluta.

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