Lettere Ad Familiares, XIII – Bibliografia (1)
M. T. Cicero ad familiares XIII – M. T. Cicerone, Lettere ai familiari, libro 13°
Vincenzo Cannata
BIBLIOGRAFIA RAGIONATA
Riguardante le lettere di Cicerone ad familiares, libro 13 e argomenti correlati.
Alcune opere non facilmente reperibili sono ugualmente citate per testimoniare l’individuazione e l’interesse dei problemi poi trattati nelle note del commento (a seguire).
I soggetti indicati sono sempre riferiti a Cicerone e alla fine della Repubblica.
Per le note siamo debitori all’Année philologique, di cui si riportano le sigle,alla Bryn Mawr Classical Review e ad altre fonti, fra cui gli stessi autori.
La bibliografia ciceroniana è sterminata. Infinite sono pure le pubblicazioni che riguardano le lettere e anche quelle che hanno per oggetto le lettere familiari. Il libro 13 poi, che in apparenza comprende un solo argomento, le raccomandazioni, implica molti riferimenti storici certamente importanti, più che gli eventi politici e militari che si ritrovano riportati nella corrispondenza di Cicerone in maniera spesso tendenziosa o inattendibile. È quindi parso utile comprendere nella bibliografia opere riguardanti questi problemi, anche se in apparenza lontane dall’oggetto. Si sono pure incluse trattazioni riguardanti Cicerone, per quel che ciò possa servire: inevitabilmente possono essere consultate solo quelle meglio disponibili. Si sono dati anche alcuni riferimenti alle cosiddette orazioni cesariane atti a illustrare i rapporti di Cicerone con Cesare nel periodo considerato (vedi lettera 13, 15)
La mole stessa della bibliografia testimonia l’interesse destato dall’argomento principale e da quelli correlati, per i quali potrà essere utile l’indice che segue alla bibliografia e di cui qui si riportano le note principali, in ordine di ritenuta importanza.
1) Cicerone (tranne, in generale, le orazioni e le opere filosofiche)
2) Lettere di raccomandazione
3) Epistolografia
4) Governatori e amministrazione delle provincie. Poteri dei governatori. La provincia d’Asia. La Cilicia
5) Sfruttamento delle provincie. Pubblicani. Usura
6) Amicizia. Clientele. Patronato. Imperium. Dignitas. Auctoritas. Gratia
7) Crisi e fine della repubblica. Rapporti con Cesare. Orazioni cesariane. De Officiis
Retorica (per la comprensione delle tecniche persuasive ciceroniane). Persuasione e consenso
9) Leggi agrarie e distribuzione di terre
10) Schiavismo
1. AA. VV. Validity and Rhetoric in Philosophical Argument. An Outlook in transition The Dialogue Press, University Park Pa USA 1978. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Validità. Retorica
2. AA. VV. Cedant arma: letteratura, parole d’ordine e organizzazione del consenso nel mondo antico Como 1991. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Consenso
3. AA. VV. Cicerone, scritti commemorativi pubblicati nel bimillenario della morte Istituto di studi romani Roma 1961. Il volume comprende i seguenti scritti:
Alfonsi, Luigi, Cicerone filosofo
Arangio Ruiz, Vincenzo, Cicerone giurista
Battaglia, Felice, Cicerone filosofo
Borda, Maurizio, Iconografia ciceroniana
Corsanegro, Camillo, L’oratore
Funaioli, Gino, Universalità spirituale diCicerone
Pacitti, Guerino, Cicerone politico
Paladini, Virgilio, Cicerone retore e oratore
Paladini, Virgilio, L’uomo e il suo tempo
Paratore, Ettore, Cicerone attraverso i secoli
Pighi, Giovanni Battista, Lo scrittore
Tondini, Amleto, Cicerone linguista
[Gli autori dei saggi sono tra i maggiori latinisti dell’epoca, ma la consultazione può essere ancora utile. Si tratta di scritti di grande erudizione, più che commemorativi, celebrativi; ma la celebrazione non va mai a discapito del rigore scientifico. Interessano in qualche modo il nostro argomento gli scritti di Arangio Ruiz e Pighi (vedi). Nessun saggio tratta delle commendatizie del libro 13].
SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone
4. AA. VV. Texte, Politique, Ideologie: Cicéron Ann. Lett. Univ. Besançon 187 Paris 1976. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Testo. Politica. Ideologia
5. Abbott, Frank Frost, Cicero Selected Letters Boston 1909. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere scelte (ed.)
6. Achard, Guy, Purquoi Cicéron a-t-il écrit le De Oratore? Latomus 46 7 1987 318. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: De Oratore
7. Achard, Guy, L’emploi de boni, boni viri, boni cives, et de leurs formes superlatives dans l’action politique de Cicéron Les Études Classiques (LEC) 41 1973 207-221.
[Queste espressioni indicano la ricerca di un accordo fra le classi alte, specialmente senatori e cavalieri, personaggi di un certo rango, con esclusione del popolo]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Boni viri, boni cives
8. Achard, Guy, A propos de la correspondance de Ciceron en 46 Pro M. Tullio 6 93 1964 11-18.
[In questo periodo delicato Cicerone doveva condurre la sua azione politica quasi in veste d’accusato; ma dispiega tutto il suo talento, mentre risplende il suo senso morale]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere dell’anno 46
9. Acheson, G. J., The Caesarian orations of Marcus Tullius Cicero. Johannesburg, Witwatersrand University Press 1965. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Orazioni cesariane
10. Actas de II Congreso Internacional de Logo – Salamanca 1997 “Retorica, politica e ideologìa. Desde la Antigüedad hasta nuestros dias”
[Il prólogo di Antonio Lopez Eire delinea i legami fra retorica e politica (intesa come l’insieme naturale dei rapporti fra gli esseri umani intesi secondo Aristotele come animali razionali) fin dai tempi mitici (Prometeo e il dono del fuoco che fonda la società umana) a quelli attuali. I Sofisti, facendo dell’uomo la misura di tutte le cose, relativizzarono il concetto di verità fondandola sul rapporto fra i cittadini. Il linguaggio, oltre a fondare la comunicazione’ influenzando l’opinione dell’altro, istituisce questo rapporto. Aristotele dice che la Natura, dotando di linguaggio l’essere umano, lo fece capace di comunicare ai suoi simili ciò che è utile o nocivo, giusto o ingiusto, mentre gli animali, che non sono esseri politici ma al massimo gregari, possono solo esprimere piacere o dolore. La retorica è dunque l’essenza della democrazia: non per nulla i Trenta tiranni prendendo il potere ad Atene ne proibirono l’insegnamento. Opinioni simili hanno Svetonio e il Tacito del Dialogo sugli oratori. Ciò è confermato dall’etimologia: il retore è colui che promuove una proposta di legge (in dialetto dorico: ‘rhétra’). A Siracusa poi, in ambiente dorico, dopo la caduta della tirannide, l’eloquenza servì al recupero delle proprietà terriere dinanzi ai tribunali popolari. Libanio. del IV secolo dopo Cristo, usa, come deve sempre fare un retore degno di tal nome, discorsi e lettere per difendere singoli concittadini o intere comunità dai torti o dalle ingiustizie. Il Medioevo vede la retorica politica epistolare dell’Ars dictaminis di Alberico, sempre con le stesse funzioni. [A questo punto ci sia permesso osservare che la retorica epistolare teorizzata da Alcuino fu ben da prima praticata da Cicerone con le sue commendatizie, però per difendere non il giusto ma interessi particolari spesso illeggittimi, e talvolta per opprimere intere comunità]. Lopez accenna poi alla funzione politica della retorica nei secoli successivi: già con S. Agostino insegna a predicare, ossia a persuadere in breve tempo una moltitudine. Si cita Francesco Bacone: si usa la retorica “to apply reason to imagination for the better movingof the will” scil. dell’uditorio. George Campbell (sec. XVII, fine) affida la persuasione alla vivacità delle idee. Nel secolo XX la Nouvelle Rhétorique ci si presenta come una teoria dell’argomentazione e più di recente la prammatica afferma che la funzione del linguaggio è l’interazione, e il suo obbiettivo è di influenzare il modo di pensare e di agire del prossimo]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Retorica, politica, ideologia. Retorica epistolare
11. Actes de la Table Ronde 1975 Texte, politique, ideologie: Cicéron. Pour une analyse du systeme esclavagiste : le fonctionnement du texte cicéronien Annales Littèraries de l’Universitè de Besançon 187. Paris, Les Belles Lettre 1976 SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Schiavismo nei testi di Cicerone
12. Actes du colloque international “L’ordre équestre: Histoire d’une aristocratie (IIe siecle av. J.-C. – IIIe siecle ap. J.-C.) Rome 1999.
SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Ordine equestre
13. Albrecht, Michael von-, Cicero’s Style: A Synopsis Followed by Selected Analytic Studies Leiden 2003
[Il saggio è volto a sfatare lo stereotipo dello stile ciceroniano come invariabilmente ampio, rotondo, dai periodi complessi. Lo stile delle varie opere o dei singoli passi è derteminato dalla strategia e dalle scelte letterarie dell’autore. Cicerone tiene in gran conto l’uditorio. In un discorso rivolto a una folla nel foro egli tende a favorire un’esposizione dettagliata ed esplicita, mentre nelle lettere indirizzate a singoli individui e specislmente a quelle indirizzate agli amici il suo linguaggio può essre molto più ellittico e allusivo. L’uditorio, l’argomento, le preferenze personali, le circostanze possono influenzare il suo stile, per il quale è quindi di grande importanza l’ inventio . Per Cicerone scrittore un altro fattore determinante è il principio del decorum o aptum, in base al quale il discorso deve essere appropriato alla situazione, al tempo, al soggetto, al parlante e all’ascoltatore. Il saggio affronta le differenze stilistiche fra i vari generi delle opere, poi le differenze tra le opere singole; quindi l’evoluzione cronologica dello stile: sembra che esso di adatti sempre meglio agli ascoltatori e all’argomento, in modo che esso sembri sempre più “naturale”. Si passa poi a studiare le caratteristiche distintive dello stile ciceroniano comuni a tutte le opere e la sua influenza sulla successiva tradizione letteraria occidentale. Infine l’autore esamina il nesso tra la teoria e la pratica ciceroniane, tratta del De oratore e del De republica e mostra come l’ideale ciceroniano dell’oratore può essere importante oggi per noi. Non è solo una questione di chiarezza espositiva o abilità nel manipolare il linguaggio o capacità di vedere come gli altri lo fanno: l’autore ci chiede di riconsiderare la retorica dopo il suo eclisse durante l’età romantica e vedere la sua cruciale importanza in una società democratica. L’insegnamento di Cicerone riguardo ai molti significati dell’espressione e alla necessità di adattarla alle circostanze specifiche richiede una nuova attenzione]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Stile nelle lettere
14. Alföldy, Géza – Panciera, Silvio (edd.) Inschriftliche Denkmäker als Medien der Selbstdarstellung in der römischen Welt Stuttgart 2001. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Iscrizioni
15. Alföldy, Géza, Storia sociale dell’antica Roma Il Mulino Bologna 2000.
[Opera ricca di notazioni utili alla comprensione di cose, fatti e vicende (ordini, clientele, proprietà terriera, publicani, lex claudia, origini della crisi della repubblica e dell’impero). Su un piano generale si afferma che nella tarda repubblica i conflitti sociali divennero conflitti politici. Per quel che riguarda i tempi e le questioni del l. 13 ad fam. fondamentale è l’osservazione che l’economia a Roma era fondata sullo schiavismo, ma il lavoro schiavile è poco produttivo e l’aumento del profitto si compie solo con l’acquisizione di nuovi schiavi e di nuove terre e non con l’aumento della produttività del lavoro. Sul finire della repubblica la ricchezza fondiaria si era concentrata nelle mani dei senatori; all’altro estremo erano i sottoproletari mantenuti dallo stato, i coltivatori rovinati dalle importazioni, l’enorme numero degli schiavi (per guerre e debiti), con seguito di rivolte schiaviste e coloniali, repressioni, lotte di fazioni. Inevitabile il prevalere, sui vecchi poteri, dei capi militari (“bonapartismo”). La storia di Cesare è esemplare di come le tendenze soggettive contino assai meno degli sviluppi storici obiettivi. Cesare era un democratico, indebolì i privilegi del senato, ma dovette fondare il suo potere sui militari e sulla burocrazia, non sui cittadini romani. La repubblica schiavista era finita, ma il problema del lavoro schiavile, come osserva l’A., si perpetuò. Ricchissima bibliografia]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Storia sociale. Ordini. Clientele. Proprietà terriera. Pubblicani. Lex Claudia. Schiavismo. Crisi della repubblica
16. Allegri, Giuseppina, Bruto usuraio nell’epistolario ciceroniano. Parma, Pubbl. Università degli studi, Istituto di Lingua e letteratura latina n. 3 Nuova Italia Firenze 1997 7 – 77.
[Lo studio riguarda, più che le lettere a Bruto di questo libro, la questione degli abitanti di Salamina. Degli amici di Cicerone che durante il suo proconsolato in Cilicia gli raccomandavano uomini d’affari, Bruto fu il più importuno. Si cita a tal proposito la raccomandazione di Bruto in favore di Marco Scapzio e Publio Matinio. Questi due negotiatores (uomini d’affari) erano in realtà faccendieri e prestanome dello stesso Bruto, che nella sua qualità di senatore non poteva impegnarsi direttamente (in realtà non avrebbe dovuto farlo neppure per interposta persona) in attività commerciali e finanziarie. Bruto e i suoi agenti pretendevano dagli abitanti di Salamina gli interessi del 48 % [in virtù del cosiddetto anatocismo] su un prestito da costoro sottoscritto, mentre deliberazioni del senato e un editto perpetuo di Cicerone avevano fissato un tetto inferiore (del 12 %). È da notare che Bruto, come suo zio Marco Porcio Catone, era patrono dei Salamini (e come tale aveva l’obbligo morale e legale di assistere i suoi clienti in caso di bisogno anche con prestiti di danaro). Questa circostanza in teoria poteva giustificare il prestito in deroga alla legge Gabinia, ma non giustificava certo gli interessi esosi.
In questa tesi di perfezionamento “viene illustrato il contrasto fra il duro giudizio su Bruto uomo espresso da Cicerone e la solenne immagine del politico consacrata in seguito da Cicerone stesso (…) L’esame delle pagine dell’epistolario ciceroniano, oltre a gettare discredito sulla figura del tirannicida, contribuiscono ad illuminare la figura di Cicerone, alla cui azione, nei casi esaminati, non era stato dato ancora il dovuto rilievo (pag, 64). Equità e giustizia avevano guidato l’azione di Cicerone in favore di Bruto, ma ciò non era stato sufficiente ad evitare l’epilogo funesto della vicenda (pp. 65-66). Chi aveva speculato spietatamente sugli abitanti di Salamina divenne in seguito integro amministratore della Gallia” (Ferruccio Bertini)]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Bruto usuraio
17. Alleen, W., Cicero’s House and Libertas Transactions and Proceedings of the American Philological Association (TAPhA) 25 1944 1-9. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Libertà
18. Allen W., Legendus est Cicero Classical Journal 1949 XLIV 260-263. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Necessità di leggere Cicerone
19. Allen, W., junior , Cicero’s Provincial Governorship in 63 B.C. Transactions and Proceedings of the American Philological Association (TAPA/TAPhA) 1952 233.241. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Governo provinciale dell’anno 63. Cilicia
20. Altheim, Fr., Lex sacrata: die Anfänge der plebeischen Organization Amsterdam 1960. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lex sacrata
21. [Ambrogio] [La lettera come comunicazione a distanza] v. Cugusi 165 Ideologie e tecniche letterarie. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettera. Comunicazione a distanza
22. Ambrosone, C., Note sull’illecito nelle elezioni romane Atti della Accademia di Scienze morali e politiche della Società nazionale di Scienze, Lettere ed Arti di Napoli (AAN) 94 1983 223-233.
[La legislazione de ambitu riguarda tutta una serie di delitti e irregolarità divenuti correnti dal II secolo alla fine della Repubblica (distribuzioni di doni e denaro agli elettori, promesse di magistrature (coitio), sodalizi elettorali, impiego di bande armate, per esempio di gladiatori, o dell’esercito regolare per intimidire gli avversari. Tutto ciò si ricava dall’interpretazione di numerosi passi di Cicerone]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Brogli elettorali
23. André, Jean-Marie, L’otium dans la vie morale et intellectuelle romaine, des origines à l’époque augustéenne Paris 1966
[Il richiamo all’otium è di matrice culturale: “la conscience romaine, dans le De oratore, exige que l’otium appelle la culture, et non la culture l’otium: tal estl’arrangement que concluent, en cette sorte de pause avant de nouveaux combats, un esprit hellénisé et une âme romaine”. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Otium
25. Andreau, Jean, Le commerçants, l’élite et la politique romaine à la fin de la république in: Carlo Zaccagnini (ed.) Mercamti e politica nel mondo antico. Saggi di storia antica 21 Roma 2003 €180.00
[Atti di un convegno tenutosi all’Università di Roma ‘La Sapienza’ nel 2000. Il prezzo del volume è stato giudicato osceno. Il saggio di Andreau sostiene che alla fine della repubblica i legami fra commercianti e senatori fossero meno stretti di quanto si crede usualmente. La legge Clodia del 218 a. C. che proibiva ai senatori e ai loro figli di possedere navi di capacità atta al commercio marittimo diede probabilmente inizio alla dissociazione fra gli interessi dei senatori e quelli dei mercanti. Le fonti sono più esplicite, per quel periodo, in materia di agricoltura e di miniere che di commercio. Tuttavia le prove della circolazione di anfore, ceramiche, lucerne, tegole e mattoni sono evidenti e testimoniano un florido commercio anche se dissociato dall’ambiente senatorio]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Commercianti ed élite
26. Andreau, Jean, A propos de la vie financière à la fin de la République – Financiers de l’aristocratie à la fin de la république, in AA. VV. Le dernier siècle de la république romaine et l’époque augustéenne. Journées d’étude. Strasburg 1978 47-62. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Finanzieri
27. Andreau, Jean, A propos de la vie financiére à Pouzzoles – Les bourgeoises municipales …(Vedi sopra). SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Finanzieri
28. Andreotti, Giulio, Presentazione del Manualetto di campagna elettorale di Quinto Tullio Cicerone, a cura di Paolo Fedeli, Salerno editrice Roma 1987. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Quinto Cicerone. Finanzieri
29. Andrzejewski, Roman, La structure de la lettre de recommendation antique à la lumière des principes de la rhétorique, Rocziniki Humanistyczne 21 (1973) 17 [in polacco con riassunto in francese]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere di raccomandazione. V. opere seguenti
30. Andrzejewski, Roman, Listy polecajace Cycerona w s’wietle anticznych zasad rekomendacji Eos 63 1975 1-36. [In polacco con riassunto in latino dal titolo Quo modo Cicero Commendandi Doctrinam in Epistulis servavit [vedi opera citata appresso].
[L’A. dà un elenco delle lettere di raccomandazione contenute nell’epitolario ciceroniano e ne conta 107, comprese tutte quelle del libro 13. Oltre a queste, che secondo lui sono 80, egli elenca: ad fam. 1, 3, 2, 14, 3, 1, 5, 5, 6, 9, 7, 5. 21, 9, 13. 25, 11, 16. 17. 22, 12, 6. 21. 24. 26. 27. 29; ad Atticum 16, 16 a. b. c. d. e. f; ad Quintum fratrem 2, 13; ad Brutum 6. 16. Per quel che riguarda il primo gruppo (ad fam.) si veda la mia introduzione al libro 13. Altri studiosi hanno segnalato qualche altra lettera, ma in realtà un elenco completo o esauriente è impossibile a farsi, perché la classificazione è dubbia]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere di raccomandazione
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