Lettere Ad Familiares, XIII – Bibliografia (3)

130. Cairns, Francis, Caesar against Liberty? Perspectives on his Autocracy Ed. by Francis Cairns and Elaine Fantham. Papers of the Langford Latin Seminar 11, Cambridge 2003. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cesare autocrate

131. Calboli Montefusco, Lucia, Lauctoritas nella dottrina retorica Vichiana 3ª ser. 1-2 1990 41-60.

[L’ auctoritas gioca un ruolo di primaria importanza nella vita sociale romana. Legata al concetto di persuasione, acquista un valore particolare nella dottrina retorica. Per beneficiarne, l’oratore deve fare appello al suo ethos, alle sue personali qualità morali ma altresì alle regole dell’arte oratoria]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Auctoritas. Persuasione

132. Canali De Rossi, Filippo, Il ruolo dei “patroni” nelle relazioni politiche fra il mondo greco e Roma in età repubblicana Istituto italiano “La storia antica” Roma 1997. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Patronato delle città greche

133. Canali De Rossi, Filippo, Il ruolo dei “patroni” nelle relazioni politiche fra il mondo greco e Roma in età repubblicana e augustea, Munchen – Leipzig 2001. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Patronato delle città greche (vedi voce precedente)

134. Canali De Rossi, Filippo, Il ruolo dei “patroni” nelle relazioni politiche fra il mondo greco e Roma in età repubblicana e augustea Roma K. G. Saur 2001. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Patroni (vedi voci precedenti)

135. Canali, Luca, Gli ultimi due anni della corrispondenza e della vita di Cicerone Mondadori Milano 1987. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Vita e corrispondenza, ultimi due anni

136. Canali, Luca, Introduzione a Cicerone, Lettere, traduzione, commento, scelta di Riccardo Scarcia Rizzoli 1994 (1981′). SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere

137. Canfora, Luciano, L’agorà e il discorso suasorio in: Lo spazio letterario greco Salerno ed. Roma 1992. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Persuasione. Discorso suasorio

138. Canfora, Luciano, Il Corpus «ad Brutum» Ciceroniana N.S. 10 Roma 1998 191-208.

[Esame della tradizione indiretta e confronto con i dati della tradizione manoscritta per definire la collocazione di tale raccolta nell’ambito dell’intero corpus epistolare ciceroniano. Sull’argomento v. anche dello stesso A.: Dubbi sul secondo libro delle Lettere a Bruto Studi di storia della storiografia romana 311-315 ] SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere a Bruto

139. Canfora, Luciano, Vedi: Voltaire. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Memmio. Lettera 13, 1. Epicureismo. Voltaire

140. Cannata, Vincenzo, Cicero – Opera omnia quae exstant: Epistularum ad familiares liber XIII recensuit Vincentius Cannata Mondadori 1979

[Edizione critica delle opere di Cicerone edita dal Centro di Studi Ciceroniani di Roma]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Libro 13 ad familiares di Cicerone: edizione critica

141. Cannata, Vincenzo, vedi: Cavarzere, Alberto (cura), Cicerone, Lettere ai familiari Introduzione di Emanuele Narducci. Introduzioni, traduzioni e note ai singoli libri di Francesca Boldrer, Vincenzo Cannata, Alberto Cavarzere, Chiara Leveghi, Gianmario Prugni, Alessandro Russo, Rizzoli 2007. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere (ed, intr. trad. commento)

142. Carcopino, Jérôme, Les secrets de la correspondance de Cicéron L’artisan du livre Paris 19578 (1947¹). SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Corrispondenza

143. Carcopino, Jérôme, Decumani. Note sur l’organisation des sociétés publicaines sous la republique in: Melanges d’archeologie et d’histoire 25-26. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Pubblicani

144. Carter, I, – Ricciardi, M., L’idea di libertà Milano 1966. . SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Libertà

145. Cardellini, Anna, Rec. a: Leo Peppe Sulla giurisdizione in populos liberos del governatore provinciale al tempo di Cicerone. Pubblicazioni della Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pisa CIV Milano Giuffré 1988. [Index 19 1991]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Governatore provinciale: giurisdizione, poteri

146. Casey, John, Cicero ad fam, XIII.1 (www.) SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: ad fam. 13, 1

[Commento molto particolareggiato, contenutistico e grammaticale (scolastico) alla lettera ad fam. 13, 1]

147. Cavarzere, Alberto, Caro amico ti scrivo. «Privato» e «pubblico» nella letteratura epistolare di Roma, v. Chemello. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Epistolografia. Pubblico e privato

148. Cavarzere, Alberto, Commento a: Cicerone In difesa di Marco Celio Venezia 1982. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Celio

149. Cavarzere, Alberto, Commento al l. VIII delle Familiares Brescia Paideia 1983. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Celio. ad fam. 8

150. Cavarzere, Alberto, La corrispondenza di Celio e la precettistica di Cicerone Quaderni di retorica e di poetica I 1985 28 sgg. . [Tipologia della lettera familiare nella corrispondenza di Cicerone. Paragone con le lettere di Celio Rufo in ad fam. VIII SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Celio. Tipologia della lettera familiare151. Cavarzere, Alberto, La lex Plautia de vi nello specchio deformante della Pro Caelio di Cicerone. Atti del III Congresso uman. gardesano 22-25 ott. 1985 Giuffré Milano 1988. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Celio. Lex Plautia

152. Cavarzere, Alberto (cura), Cicerone, Lettere ai familiari. Introduzione di Emanuele Narducci. Storia critica del testo di Alberto Cavarzere. Introduzioni, traduzioni e note ai singoli libri di Francesca Boldrer, Vincenzo Cannata, Alberto Cavarzere, Chiara Leveghi, Gianmario Prugni, Alessandro Russo. Rizzoli 2007.

[L’edizione è palesemente frutto di attento e diligente lavoro. Le nuoce il rifarsi per il testo latino all’edizione vecchia di 20 anni di D. R. Shackleton Bailey del 1988, con le sue questioni irrilevanti cronologiche e onomatiche, i suoi spostamenti, le sue cancellazioni. la ricezione passiva di edizioni precedenti: tutto dichiaratamente insoddisfacente, come notano oltre a me altri che vi hanno lavorato (vedi per esempio Alessandro Russo, p.1672-1673) e lo stesso curatore. Alcuni degli studiosi individuano un criterio ordinatore nel libro da loro curato, contro il disordine generale della raccolta. L’opera nel suo insieme fornisce notizie utili e importanti, ma è da chiedersi a chi e a che cosa possa oggi servire una divulgazione di questo genere.

Narducci e Cavarzere sono due eminentissimi studiosi di Cicerone. L’introduzione di Narducci tratta di “Cicerone e i suoi amici: l’epistolario nel giudizio dei posteri”. Cavarzere ci dà una “Storia critica del testo”. Ambedue gli scritti sono di taglio più scientifico che divulgativo, ricchi di acume critico e di erudizione, tanto che qualche raro punto di dissenso potrebbe apparire frutto di improntitudine e invece umilmente corrobora la validità della trattazione: solo i regimi totalitari hanno l’unanimità dei consensi.

Narducci comincia con l’osservare che gli studi recenti hanno rinnovato l’immagine di Cicerone, purtroppo ancora diffusa anche a livello scolastico.

La storia della sua fortuna è condotta per assaggi. Si parla di Seneca, di Locke, della cultura repubblicana inglese, di Middleton, Boissier. Mommsen svaluta Cicerone e, con Hegel, esalta Cesare, in cui “adombra” l’auspicato condottiero della futura unificazione della Germania. Si parla poi dell’epistolario e a lungo di Boissier. Questi vede nelle vicende dell’ultima repubblica romana un’immagine dei suoi tempi, reagisce a Mommsen ed è in antitesi alla Storia di Giulio Cesare di Napoleone III.

Apprezzato è il romanzo (e il giudizio) di Rovani su Cicerone (intelletto mite e poliedrico); non lo è Carcopino, che definisce Cicerone la caricatura di un uomo di stato. Ipocrita e meschino è il Cicerone di Carlo Emilio Gadda (San Giorgio in casa Brocchi, 1930). La valutazione complessiva di Ferrero fa di Cicerone il capostipite degli intellettuali europei che vorrebbero orientare l’opinione pubblica (ma Cicerone era anche un uomo politico).

Questo sommario non dà naturalmente conto della ricchezza delle osservazioni di Narducci, e meno che mai delle altre sue opere su Cicerone e della sua attività di promotore degli studi su di lui, in particolare con i Colloquia.

La Storia critica del testo <delle lettere, e in particolare delle ad familiares> di Cavarzere (che nel suo esame – acuto e particolareggiato e con ricchissima ragionata bibliografia – passa in rassegna critica le opinione degli studiosi precedenti) inizia col discutere della pubblicazione, concludendo che la raccolta attuale non forma un tutto monolitico, ma che i singoli libri furono pubblicati autonomamente.

In particolare Cavarzere mette il luce l’inattendibilità dell’ipotesi pur fortunata – ma anche contestata – di Gurlitt, che individuava nel libro XIII delle ad familiares la silloge di cui parla Cicerone in ad Att. 16, 5. A questo proposito mi permetterei di aggiungere qualche osservazione, meglio sviluppata nel mio commento originario e non tagliato dalla redazione. Il libro XIII non è ordinato solo contenutisticamente. Lettere di raccomandazione si trovano anche altrove: il contenuto è dunque un criterio insufficiente. Le lettere sono raggruppate per destinatari che qui sono quasi tutti governatori di provincie). L’ordine è anche cronologico (ma gli editori troppo sbrigativamente – e superficialmente – classificano parecchie lettere come di data incerta, e così anche lo Shakleton Bailey qui riprodotto fotograficamente). Ugualmente ingiustificato è il taglio dei “duplicati” (13, 49a, 13 77a . b della mia edizione critica). Cavarzere citandomi riconosce “come dovrebbe essere se si tenesse nel dovuto conto l’autonomia dei singoli libri delle Familiares”. Ma questo dovuto conto non ha impedito che nella presente edizione da lui curata i tagli fossero attuati.

Segue poi la rassegna dei codici e delle edizioni. L’autore pone le sue preferenze nell’edizione di Shackleton Bailey, Cambridge 1977, con commento ed emendazioni e in quella. più rigorosa e più sobria nell’emendare, di W. S. Watt. Alla fine però si è preferito, probabilmente per ragioni editoriali (ma quali?), l’edizione teubneriana di Shakleton Bailey del 1988. L’edizione mondadoriana del Centro di studi ciceroniani di Roma, degli ultimi otto libri ad familiares (1965-1979), è citata ma non utilizzata.] SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere (ediz. intr. trad. commento)

153. Cavarzere, Alberto, Oratoria a Roma. Storia di un genere prammatico Carocci Roma 2000. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Oratoria

154. Cavarzere, Alberto, L’oratoria come rappresentazione. Cicerone e la “eloquentia corporis” in: Interpretare Cicerone: percorsi della critica contemporanea – Atti del “II Symposium Ciceronianum Arpinas”- Arpino 18 maggio 2001 a cura di Emanuele Narducci Le Monnier 2002.

[Preziosa ai fini di una retta lettura e interpretazione delle lettere commendatizie del libro 13, se le si considerano come piccole orazioni rivolte a una sola persona, è l’osservazione ben circostanziata che la forma stilisticamente elaborata dell’orazione scritta [e lo stesso si può dire della lettera] sostituisce l’actio. Ricco apparato critico e bibliografico] SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Oratoria

155. Cavarzere, Alberto, Storia critica del testo in: Cavarzere, Alberto (cura), Cicerone, Lettere ai familiari. Introduzione di Emanuele Narducci. Storia critica del testo di Alberto Cavarzere. Introduzioni, traduzioni e note ai singoli libri di Francesca Boldrer, Vincenzo Cannata, Alberto Cavarzere, Chiara Leveghi, Gianmario Prugni, Alessandro Russo. Rizzoli 2007. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Testo delle familiari

156. Cavarzere, Alberto, Sulla nuova edizione oxoniense delle familiares di Cicerone (Rec. a: Watt, W. S.) Mus Fat 1984 81-94. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Edizione delle lettere

157. Cavarzere, Alberto, Rec. a: Wistrand, M., Cicero imperator. Studies in Cicero’s correspondence 51-47 B. C Göteborg 1979 | Rivista di filologia e di istruzione classica (RFIC) 111 1983 68-72. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Corrispondenza 51-47

158. Cavarzere, Alberto, De teste Fufio. Cicerone e il trattamento dei testi in Idee vecchie e nuove sul diritto criminale romano 117-136, (a cura di Alberto Burdese) CEDAM 1988 SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Diritto penale. Testimonianze

159. Cetroni Mario, La comunicazione letteraria a Roma tra pubblico e privato Aracmon n. 1 1996. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Corrispondenza. Epistolografia. Pubblico e privato

160. Champeaux Jacqueline – Chassignet, Marlene (edd.), Hommage à Hubert Zenhacher Presses de l’Université Paris – Sorbonne 2006

[Raccolta di saggi su svariati argomenti. Possono interessare le questioni correlate al libro 13 delle familiari quelli appresso elencati.

J. Blandorf, Les théories de l’état républicain

G. Freyburger, Points de vue récents sur la ‘fides’ romaine

V. Léovant-Cirefice, ‘Amicitia’ et argent dans les lettres du proconsulat en Cilicie: Cicéron et «l’affaire Brutus».

162. Chapot, Victor, La province romaine proconsulaire d’Asie Paris 1904. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Provincia proconsolare d’Asia

163. Chemello, Adriana (cura) Alla Lettera. Teorie e pratiche epistolari dai Greci al Novecento Guerini Studio Milano 1998. Articoli contenuti nel volume: Elisa Avezzù, Alle origini dell’ epistolografia. I Greci e la ‘lettera’; Alberto Cavarzere citato; Gian Carlo Alessio, Preistoria e storia dell’ ‘ars dictaminis’ Daniela Goldin Folena, Familiarum rerum libri: Petrarca e la problematica epistolare. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Epistolografia

164. Ciaceri, E., Cicerone e i suoi tempi Milano – Genova – Napoli 1939. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone

165. Cimma, Maria Rosa, Ricerche sulle società di “publicani” Pubblicazioni dell’Istituto di diritto romano dell’Oriente mediterraneo Milano 1981. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Pubblicani

166. Cioroli Andreina , M. T. Cicerone tra retorica e tecnica giuridica del suo e del nostro tempo Roma Aracne 1993 SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Retorica. Tecnica giuridica

167. Cipriani, G., La pro Marcello e il suo significato come orazione politica Atene e Roma (A&R) 22 1977 113-125.

[La tesi dell’autore è che la profusione di elogi prodigati a Cesare da Cicerone travalica il quadro di una semplice gratiarum actio per il perdono concesso a Marcello e presuppone considerazioni politiche molto approfondite. Non è per amicizia per Marcello che Cicerone si prende tanta briga per convincerlo a rientrare a Roma e ad accettare il perdono di Cesare, ma perché spera di recuperare in tal modo l’influenza politica che aveva avuto in qualche occasione su Cesare. Cesare era in effetti ansioso di legare alla sua causa i più importanti degli antichi seguaci di Pompeo. Di questa tesi sono rilevanti e da condividere due punti: che la pro Marcello ha motivazioni politiche anche non evidenti e che Cesare cercava di guadagnarsi il favore degli ex pompeiani]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: pro Marcello. Orazione politica

168. Citroni Marchetti, Sandra, Amicizia e potere nelle lettere di Cicerone e nelle elegie ovidiane dell’esilio Università degli Studi di Firenze 2000.

[Le differenze tra quel che riguarda l’amicizia tra le lettere di Cicerone e le elegie di Ovidio non è dovuta soltanto alle differenti personalità dei due autori e alle loro diverse esperienze, o alle differenti convenzioni tra lo scrivere in prosa e in poesia, ma è determinata in maggior misura dai cambiamenti intervenuti nella società romana, cambiamenti che essenzialmente sono nei rapporti di potere all’interno dell’élite romana. La realtà dell’ “amicizia” era cambiata, ed era cambiato il carattere delle rispettive opere, anche per il tipo di rapporti che in esse si riflettevano (politici in Cicerone, privati in Ovidio). Le lettere di Cicerone rispecchiavano un tipo di società in cui il gruppo di potere era omogeneo e il potere, secondo la Citroni, era sostanzialmente bilanciato; al contrario in Ovidio c’era un principe onnipotente che poteva mandare in esilio chiunque, il poeta fra gli altri. Questa grande differenza è parzialmente obliterata nei testi dall’uso convenzionale di formule fisse e di topoi nel parlare dell’amicizia, cosa che può dare un’impressione di continuità; ma ci sono sottili differenze nell’impiego di questa espressione nei due diversi contesti.

Per quel che riguarda Cicerone, l’A., attraverso un attento esame di lettere e opere, mostra come la lettera fosse lo strumento attraverso il quale i membri maschi dell’élite esprimevano la loro voluntas agli amici esercitando quella la specie di controllo che ritenevano loro spettante come patres familias e uomini politici. In questo contesto è particolarmente interessante vedere come Cicerone adatti le vecchie dinamiche alla nuova realtà seguita all’acquisizione del potere da parte di Cesare. La comunicazione fra gli amici era modificata dalla presenza di un “amico” più amico di tutti, per cui l’èlite non governava più, ma era limitata dalla presenza di un terzo elemento, il che produceva un mutamento nel linguaggio dell’amicizia quale si ritroverà da ultimo nelle lettere di Plinio il Giovane. L’analisi della Citroni prosegue con il paragone con le espressioni di Ovidio. Interessanti per il nostro argomento le analisi delle lettere di Cicerone dall’esilio e quelle seguite alla morte di Cesare. Nell’esilio, Cicerone poteva rivolgersi a parecchi amici, Ovidio non aveva nessun intermediario per il potente. Dopo la morte di Cesare, questi era visto come tiranno, cosa che serviva a ben poco, dato che il nome del tiranno, Cesare, era diventato il nome di un dio, di un amico “superiore”.

Questo saggio è recensito da Anna De Pretis in Bryn Mawr Classical Review 25 10 2001, a cui siamo debitori. La recensione addita caratteri e pregi dello scritto nella particolare attenzione rivolta al linguaggio, alla sua evoluzione e al suo adattarsi ai mutamenti alle realtà socio-politiche, e alla considerazione delle lettere di Cicerone come fatti di arte piuttosto che come documenti storici. Qualche riserva sul fatto che la Citroni basa il suo discorso sulla definizione ciceroniana (Lael. 15) di amicitia come consenso di volontà e opinioni fra boni viri piuttosto che sulle sue manifestazioni nelle relazioni politiche amicali dell’ élite della Roma antica, o sulla sua costruzione attuata attraverso le lettere. Noi aggiungeremmo che l’amicitia fra politici era cosa ben diversa da quella delineata da Cicerone nell’opera filosofica: era uno scambio di sostegni, appoggi, favori (e unilaterali prestiti di denaro), come era anche stata quella di Cesare con Cicerone, e a cui Cesare insistentemente si appellava. Altra riserva della recensione riguarda l’idea trascendente dell’amicizia che la Citroni sembra avere (“rimane sempre la stessa, pur trasformandosi”), idea che non si concilia con i modi storici e personali delle sue manifestazioni. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Amicizia. Potere.

170. Citroni Marchetti, Sandra, Poesia e lettori in: Roma antica: forme della comunicazione letteraria Laterza 1995. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE Comunicazione letteraria

171. Citroni Marchetti, Sandra, Volontà degli amici ed esercizio del potere in Cicerone Materiali e discussioni per l’analisi dei testi classici (MD) 42 1999 65-94. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Amicizia. Potere. [v. anche saggi precedenti]

172. Clark, P. A., Tullia and Crassipes Phoenix 1991 28-38. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Tullia. Crassipede

173. Clarke, M. L., Rhetoric at Rome. A Historical Survey London 1962

SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Retorica a Roma

174. Classen, Carl Joachim, Cicero Kunst der Uberredung in: W. Ludvig (ed.) Eloquence et Rhetorique chez Cicéron 1982 149-184. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Arte della persuasione

175. Classen, Carl Joachim, Diritto, retorica, politica. La strategia retorica di Cicerone Il Mulino Bologna 1998 (1985’)

[È merito dell’A fondare il suo lavoro sulla distinzione tra persuadere (indurre all’azione) e convincere (della verità di un’asserzione). Questa distinzione è basilare per intendere la stategia retorica di Cicerone, che appunto tende alla persuasione. Importante per l’interpretazione di 13, 15 è la discussione sul significato di tenebras offundere (confondere le idee)]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Diritto, retorica, politica. Persuadere e convincere. Ep. 13, 15

176. Classen, Carl Joachim, Le pouvoir de la parole. La stratégie rhéthorique de Cicéron Bulletin de l’Association Guillaume Budé (BAGB) 1985 187-201.

[Procedimenti utilizzati da Cicerone per impressionare e sedurre gli ascoltatori a proposito della distribuzione di terre per la colonizzazione: un discorso pronunziato nel 63 davanti al senato contrario alla legge agraria e un altro davanti all’assemblea popolare quasi favorevole. Egli adatta al pubblico le sue tecniche di persuasione, ad effetto e senza alcun riguardo alla verità, tecniche che riposano unicamente sulla forma e sulla scelta delle parole]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Retorica. Tecnica oratoria. Verità

177. Classen, Joan-Marie, Cicero’s Banishment: tempora et mores Acta Classica: proceedings of the Classical Association of South Africa (AClass) 35 1992 19-48. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone al bando

178. Clavel-Lévêque, M., Cicéron, esclavage, et analyse de contenu. Pour une autre critique Dialogues d’histoire ancienne (DHA) 4 1978 407-422.

[Risposta alla recensione di J. C. Dumont]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Schiavismo e Cicerone. Nuova critica

179. Clift, Elayne, About the Letter and the Art of letter-Writing in: Villani, Jim – Naton, Leslie, The Epistolary form and the Letter as Artefact. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Arte epistolare

180. Cody, G. M., The use of libero – damno and absolvo – condemno in the iudicial proceedings of the late republic Classical Philology (CPh) 68 1973 205-208.

[Libero e absolvo, damno e condemno sono rispettivamente usati come sinonimi nei procedimenti giudiziari della tarda repubblica. I discorsi di Cicerone rafforzano quest’uso sinonimico. Cannata lo ha riscontrato anche nel libro 13 ad fam. ep. 52 (qui libero significa propriamente ‘scagionai’ ‘feci assolvere’ e non ‘liberai dalla condizione servile’come ha interpretato qualche studioso]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: libero damno absolvo condemno . Ep. 13, 52

181. Colasanti, Giovanni, Fregellae, storia e topografia Roma 1906. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Fregelle

182. Coleman, Kathlen, recensione a Bell, Andrew John Edward, Spectacular Power in the Greek and Roman City, Bryn Mawr Classical Review, 4 aprile 2006. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Potere spettacolare

183. Collins, John H., Tullia’s Engagement and Marriage to Dolabella Classical Journal (CJ) 1951 162-168. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Tullia e Dolabella

184. Combes, R., Cicéron et Matius. “Amitié” et politique a Rome Revue des études latines (REL) 36 1958 176-188. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Mazio. “Amicizia” e politica

185. Concilium Eirene XVI . Proceedings of the 16th International Eirene Conference Prague 31. 8 – 4. 9 1982 ed. by Oliva P. & Frolikova A. Praha: Kabinet pro studia recká, rimská a latinská CSAV 1983. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Bibliografia

186. Consoli, Maria Elvira, Colloquium Tullianum anni MCMLXXXI, Cicerone e lo stato (Varsavia 11-14 maggio 1989) Aufidus 8 1989 187-193. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone e lo stato

187. Constans, Leopold Albert, Cicéron, Correspondance I (ed.) Paris, Les Belles Lettres 1940.

[Questa edizione è stata stampata dal 1934 al 1996. Le lettere sono disposte cronologicamente; il volume 4 è stato curato anche da Jean Bayet, il 5 da quest’ultimo e da P. Jal, i volumi 6 – 11 da Jean Beaujeau, come segue. Ogni volume dà il testo, la traduzione in francese, note e questioni cronologiche; alcuni anche commento e, occorrendo, appendici.

I: lettere 1-65 (68-59 a.C.) 1934

II: lettere 66- 121 (58-56 a.C.) 1935

III: lettere 122-204 (55-51 a.C.) 1935

IV: lettere 205- 268 (51-50 a.C.) 1951

V: lettere 269-289 (50-49 a.C.) 1964

VI: lettere 290-477 (marzo 49-aprile 46 a.C.) 1993

VII: lettere 478-586 (aprile 46-febbraio 45 a.C.) 1980

VIII: lettere 587-706 (marzo 45-agosto 45 a.C.) 1983

IX: lettere 707-803 (settembre 45-agosto 44 a.C.) 1988

X: lettere 804-866 (19 agosto 44-25 aprile 43 a.C.) 1991

XI: lettere 867-951 (27 aprile 43-metà luglio 43 a.C.); lettere di data incerta: Index nominum di tutte le lettere 1996]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere, edizione

188. Conte, Gian Biagio, Generi e lettori Milano 1991 SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Generi e lettori

189. Cordier, P, M. Caelius Rufus le préteur récalcitrant Melanges des Écoles Françaises d’Athènes et de Rome (MEFRA) 106 1994 533-577. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Celio

190. Cotton, Hannah M., Cicero, Ad familiares XIII, 26 and 28. Evidence for revocatio or reiectio Romae/Romam? Journal of Roman Studies (JRS) 69 1979 39-50.

[Queste lettere di raccomandazione, scritte nel 46 a. C. a Servio Sulpicio Rufo governatore dell’Acaia, non possono essere considerate una prova che i cittadini romani avessero il diritto legale di chiedere la remissione dalle provincie a Roma delle loro cause. Esse rappresentano, semplicemente, un tentativo si usare l’influenza personale o una pressione semi-ufficiale per ottenere ciò che Cicerone stesso chiedeva]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Remissione a Roma Influenza personale. ad fam. 13, 26. 28

191. Cotton, Hannah M., Documentary letters of Reccommendation in Latin from the Roman Empire, Königstein/Ts Hain 1981.

[Si tratta di documenti pervenuti per via non letteraria] SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Raccomandazioni non letterarie

192. Cotton Hannah M., Greek and Latin Epistolary Formulae: some Light on Cicero’s Letter Writing American Journal of Philology (AJPh) 105 1984 409-425.

[Nonostante il titolo generico, l’articolo si occupa di lettere di presentazione o di raccomandazione discutendo Keyes, Brinkmann e altri e concludendo che gli sforzi principali di Cicerone furono quelli di liberarsi dalle strettoie dei modelli tradizionali (greci, ma anche latini antichi improntati a quelli greci). In particolare la terminologia latina della raccomandazione è prova dello sviluppo indipendente delle lettere di raccomandazione latine. Questa conclusione deriva da un esame minuzioso delle formule greche e latine usate nelle lettere di raccomandazione o di presentazione, per esempio habere commendatum ed ecein sunestamenon e dallindagine sull’evoluzione nel tempo e nei vari contesti del significato del verbo sunisthmi e del latino commendare, spesso unito ad espressioni come in fidem recipere o tradere]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Modelli (inapplicati da Cicerone) di lettere di raccomandazione

193. Cotton, Hannah M., Military tribunate and the exercise of patronage Chiron 11 1981 229-238.

[La corrispondenza di Plinio con i legati imperiali e le sue richieste riguardo al patronato (da spartire fra i propri amici) sono illuminanti e soprattutto ricordano la pratica repubblicana ben documentata dalle lettere di Cicerone a Cesare e al fratello Quinto]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Patronato. Tribunato militare

194. Cotton, Hannah M., Mirificum genus commendationis”: Cicero and the Latin Letter of recommendation American Journal of Philology (AJPh/AJP) 106 1985 328-334.

[L’articolo getta ampia luce sulla pratica di scrivere lettere di raccomandazione negi ultimi anni della repubblica. La distinzione fra commendatizie normali e speciali costituisce la prova degli elaborati sforzi di Cicerone di liberarsi da modelli fissi e precostituiti. Come è naturale ampio spazio hanno le lettere del libro 13: l’espressione citata nel titolo è tratta dalla lettera 13, 6; una lettera speciale è la 13, 15 a Cesare, tuttavia esaminata solo nella forma esteriore (più che altro per le citazioni greche) e non nel contenuto, palese o meno. La formula è raffrontata ad altre più o meno simili che provano l’asserto su riferito. Che ci siano lettere commendatizie di routine e altre invece che si chiede di tenere in seria considerazione è provato dalla lettera a Valerio Orca in cui si parla di una nota convenzionale e concordata che avrebbe contraddistinto queste ultime: sulla questione si cita Iul. Vic., Ars Rhetorica 27 448 (Halm). Si accenna anche all’ipotesi di Gurlitt, che si definisce non provata, nonostante che sia seguita da parecchi studiosi (elencati in nota). A p. 333 n. 19 si affaccia il dubbio sulla identità dell’Acilio di 13, 50 e l’Acilio di 7, 30]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere di raccomandazione speciali. Modelli delle lettere di raccoman= dazione respinti. “Notae”. Gurlitt. Acilio. Lettere del libro 13

195. Cotton, Hannah M., A note on the organization of tax-farming in Asia Minor (Cicero, Fam. XIII, 65) Latomus 45 1986 367-373.

[È poco probabile che questa lettera, come del resto quella che immediatamente la precede nella raccolta, sia stata indirizzata al governatore della provincia di Bitinia, così come pretendono i mss. I problemi posti dal contenuto delle due lettere spariscono se si ammette che il loro vero destinatario era il governatore della provincia d’Asia, a cui sono indirizzate altre lettere del libro 13]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Destinatari . Lettera 13, 65

196. Cotton, Hannah M., The role of Cicero’s letters of recommendation: iustitia versus gratia? Hermes 114 1986 443-460.

[Le lettere di raccomandazione di Cicerone sono a favore di persone i cui affari rientravano nella sfera delle competenze e dei poteri dei governatori delle provincie ma non fanno quasi mai appello a questi poteri (imperium, potestas) o all’autorità dei destinatari; non sono lettere ufficiali, ma lettere private che fanno appello alle doti personali di humanitas, liberalitas. voluntas, integritas, mansuetudo, clementia, studium, officium ecc. dei destinatari. Generalmente si richiede che il destinatario estenda al raccomandato i rapporti di amicizia (amicitia, necessitudo, fides e simili) che aveva con Cicerone, rapporti che giustificano la raccomandazione. Le lettere di raccomandazione sono per lo più in favore di negotiatores e publicani (affaristi ed esattori delle imposte). Il linguaggio cortese e i convenevoli celano sinistri appelli alla forza e alla coercizione. Si può dire che molti degli abusi e degli atti di sfruttamento e di oppressione compiuti dai governatori delle provincie sono iniziati e perpetuati in seguito a simili lettere solo apparentemente innocue. Ma c’è di più: la principale funzione dei governatori era quella giurisdizionale, di rendere cioè giustizia. La raccomandazione tende a piegare questa giustizia a quanto richiedeva il prestigio (la gratia) di cui godeva il commendatore, anche se non c’è mai questa richiesta esplicita: si dice anzi che la richiesta sia esaudita nei limiti in cui la giustizia o la dignità del destinatario lo permetta, frase che né il raccomandato né il destinatario potevano prendere sul serio: a che sarbbe servita altrimenti la raccomandazione? Existimatio, dignitas, iustitia, fides, ius, aequitas, honestum, rectum sono termini che si addicono al governatore provinciale, a cui si richiede continentia, diligentia, modestia, abstinentia, virtus, innocentia, diligentia, qualità alle quali le raccomandazioni non si dovrebbero addire. Esse sono giustificate solo dalla quasi totale discrezionalità delle decisioni dei governatori e si può dire che fanno perciò parte integrante del sistema amministrativo provinciale: la loro funzione è dunque ben diversa da quella ancillare e burocratica delle lettere di raccomandazione odierne.

Il saggio della Cotton è ben documentato, ricco di citazioni ed esempi (ampio spazio è dedicato alla controversia fra Bruto e i Salamini). Le sue argomentazioni appaiono convincenti]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere di raccomanda= zione, funzione. Iustitia versus gratia. Controversia fra Bruto e i Salamini

197. Coyle, A. F., Cicero’s De officiis and De officiis ministrorum of St Ambrose Franciscan Studies 15 1955 224–256.

[V. sullo stesso argomento Ivor G. Davidson]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: De Officiis. Ambrogio

198. Cowell, Frank R., Cicero and the Roman Repubblic London 1972 (1956.’) SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone

199. Craig, Chistopher P., The Accusator as Amicus: an Original Roman Tactic of Ethical Argumentation Transactions and Proceedings of the American Philological Association (TAPA/TAPhA) 111 1981 31-37. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Accusatore come amico. Argomentazione

200. Craig, Christopher P., Form as Argument in Cicero’s Speeches: A Study of Dilemma, American Classical Studies 31 Atalanta 1993.

[Lo studio esplora i metodi non razionali di persuasione usati da Cicerone nei suoi discorsi forensi. In particolare l’uso del dilemma può spingere la giuria ad accettare argomentazioni che la fredda luce della ragione rivelerebbe ingannevoli. Questo è cruciale per l’interpretazione dell’oratoria ciceroniana [ma è importante anche per l’interpretazione delle lettere, per esempio ad fam. 13, 4], Un esempio di dilemma (“premessa doppia”) è tratto da Aristotele (Rhet. 1399a sgg.): «Se tu dici qualcosa che è giusto, il popolo ti odierà; se dici qualcosa che è ingiusto, ti odierà Iddio». Il dilemma è inconfutabile; ma Cicerone lo usa assai spesso in modo ingannevole: usa cioè dilemmi falsi, che apparentemente escludono una terza affermazione, mentre in realtà non la escludono [vedi la lettera citata e la seguente]. Cicerone adatta la nozione tradizionale di dilemma alle esigenze di difendere il suo cliente, senza curarsi della verità, in modo cioè ingannevole, come ingannevole è la sua retorica e tutta la sua oratoria] SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Persuasione. Dilemma. ad fam. 13, 4. 5

201. Crawford, M. H., Roma nell’età repubblicana Il Mulino 1995

SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Roma nell’età repubblicana

202. Crifò, Giuliano, Osservazioni sull’ideologia politica di Cicerone Bollettino dell’Istituto di diritto romano “Vittorio Scialoia” 3 1 271 –282 Milano 1959. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: politica, ideologia

203. Chrissanthos, S. G., Freedom of Speech and the Roman Republic in: I. Sluiter – R. M. Rosen, Free Speech in Classical Antiquty Mnemosyne Suppl. 254 Leiden 2004 341-367

[Nella repubblica romana i cittadini comuni in teoria potevano far sentire la loro voce, sia in città che nell’esercito, ma era difficile che fossero ascoltati, in quanto in quelle circostanze valeva la dignitas e l’auctoritas dell’oratore. C’erano anche le contiones, riunioni non decisionali convocate dai magistrati, in cui si poteva parlare liberamente; ma di solito erano invitati a parlare personaggi di rango elevato. Tuttavia la coscienza del diritto alla libertà di parola si manteneva viva ed era trasmessa attraverso i soldati e alcuni ufficiali dell’esercito e poteva provocare rilevanti effetti sulla possibilità e sulla capacità dei soldati di opporsi o contestare le decisioni dei comandanti nel condurre le campagne di guerra. Infatti le contiones militari erano più libere che quelle cittadine e potevano giungere all’ammutinamento, come nel caso di Lucullo in Asia nel 68, e comportare il trasferimento del comando che in quel caso fu affidato a Pompeo attraverso la legge Manilia]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Libertà di parola

204. Cowell, F. R., Cicero e a Republica Romana Lisboa SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone

205. Cugusi Paolo, L’epistola ciceroniana: strumento di comunicazione quotidiana e modello letterario Ciceroniana 10 1998 163-190. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere. Modello letterario. Epistolografia

206. Cugusi, Paolo, Evoluzione e forme dell’epistolografia latina nella tarda repubblica e nei primi due secoli dell’impero. Con cenni sull’epistolografia pre-ciceroniana Roma Herder 1983. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Epistolografia

207. Cugusi, Paolo, L’epistolografia. Modelli e tipologie di comunicazione in Lo spazio letterario di Roma antica II Salerno ed. Roma 1989. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Epistolografia

208. Cugusi, Paolo, Note sui papiri epistolari latini. Analecta papyrologica 7 1994. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Epistolografia.

209. Dammann, G., Cicero quo modo in epistulis sermonem hominibus quos appellat, et rebus quas tangit, accomodaverit Diss. Greifswahl 1910.

[Cicerone adegua il suo stile epistolare ai destinatari e all’argomento di cui tratta] SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Stile adeguato ai destinatari e alle cose

210. D’Anna, G., Alcuni aspetti della polemica antiepicurea di Cicerone, Roma 1985.

[Citato da Venturini, a proposito di 13,1. Non essendo certamente Memmio molto amico di Cicerone (si rifiutò addirittura di incntrarlo, come risulta da questa lettera), cadono le ragioni dell’ipotesi che il Memmio dedicatario del poema di Lucrezio non sia il pretore del 58. Interessanti note a proposito di otium e dignitas, con riferimento alla pro Sestio e al De oratore] SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Memmio. Epicureismo. Otium. Dignitas. Ep. ad fam. 13, 1

211. D’Arms, J. H.,  Senators involvement in commerce in the late Republic. Some Ciceronian evidence in The seaborne commerce of ancient Rome 77-89.

[Atti del convegno sull’argomento]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Senatori e commercio presso Cicerone

212. David, J.-M., Le patronat judiciaire au dernier siècle de la république romaine Roma 1992. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Patronato giudiziario

213. Davidson, Ivor J., Ambrose’s De officiis and the Intellectual Climate of the Late Fourth Century Vigiliae Christianae 49 1995 313- 333.

[Confronto tra il De Officiis di Cicerone e il De Officiis di Ambrogio]

(anche su ww2.evansville.edu/ecoleweb/articles/officiis.htlm) SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: De Officiis. Ambrogio

214. De Caprio, Vincenzo, Roma in Letteratura italiana – Storia e geografia II* Einaudi 1988

[…la divaricazione fra le due soluzioni romane [della Roma moderna] del problema letterario [per il latino la formazione rigidamente classicistica latina e ciceroniana, per il volgare la loquendi consuetudo aperta a una pluralità di modelli] si rivela il frutto di un’operazione evidentemente egemonica]. . SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Latino strumento di potere

215. De Francisci, P., Primordia civitatis Roma 1959. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Storia romana

216. Degli Innocenti Pierini, Rita, Cicerone nella prima età imperiale. Luci ed ombre su un martire della Repubblica in: Narducci, Emanuele, ‘Aspetti della fortuna di Cicerone nella cultura latina’. Atti del III Symposium Ciceronianum Arpinas Firenze, Felice Le Monnier 2003. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone nella prima età imperiale

217. Degli Innocenti Pierini, Rita, Introduzione a Cicerone Lettere dall’esilio Le Lettere 1996. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere dall’esilio

218. Della Morte, P. Militerni, A proposito di alcuni recenti studi sull’epistolario ciceroniano Bollettino di studi latini (BstudLat) 3 1973 96-116. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Epistolario ciceroniano, studi

219. De Martino, F., La Gens, lo stato, le classi in Roma antica Napoli 1953. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Gens, stato, classi

220. Demougin, S., Ordo equitum Romanorum, ordo libertorum. Freigelassene und ihre NachKommen im römischen Ritterstand in: L’ordre equestre. Histoire d’une aristocratie (IIe siècle av. J. C.- IIIe siecle ap. J. C.). Acte du colloque international organisé par Ségolène Demougin, Hubert Devijver, et Marie Thérèse Raepsae Vharlier (Bruxelles – Leuveun, 5 – 7 octobre 1995) Roma: École française de Rome; Paris: de Boccard; Roma: L’Erma di Bretschneider 1999 5-29. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cavalieri. Liberti

221. Deniaux, Élisabeth, Clientèles et pouvoir à l’époque de Cicéron de Boccard Paris 1993.

[A Roma la raccomandazione è inserita in un tessuto di relazioni sociali e politiche]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Raccomandazioni. Clientele. Patronato. Potere

222. Deniaux, Élisabeth, Commendatio, reccommandations, patronages et cliènteles a l’époque de Ciceron Tesi Univ. Parigi 1987.

[Studio fondato sullo spoglio della corrispondenza di Cicerone]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Raccomandazioni. Clientele. Patronato. Potere

223. Deniaux Élisabeth, Le passage de citoyennetés a la citoyenneté romaine: les bourgeoises Roma 1987. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Patronato. Cittadinanza

224. Deniaux, Élisabeth, Les recommandations de Cicéron et la colonisation césarienne: les terres de Volterra (Fam. 13, 4. 5): Cahiers du centre G. Glotz (CCG) II 1991 215 – 228

[Procedure d'informazione e decisionali secondo quella lettera]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Raccomandazioni. Clientele, Patronato. Potere. Volterra Colonizzazione cesariana

225. Deniaux, Élisabeth, – Schmitt-Pantel, P., La relation patron–client en Grèce et a Rome. Table ronde La cité antique” Opus 6–8 1987- 1989 147-163; De l’ambitio a l’ambitus 279-304. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Raccomandazioni. Clientele. Patronato. Corruzione. Brighe elettorali. Influenza

226. De Nonno, Mario – De Paolis, Paolo – Di Giovine, Carlo, Bibliografia della letteratura latina in: Lo spazio letterario di Roma antica V, Salerno editrice Roma 1991.

[Cicerone, pp. 276 – 302; epistolario, pp. 283-284]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Bibliografia ciceroniana e in particolare dell’epistolario

227. De Paolis, Paolo, Vedi sopra, De Nonno 224 [Cicerone, pp. 276 – 302; epistolario, pp. 283-284]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Bibliografia ciceroniana e in particolare dell’epistolario

228. De Rosalia, Antonio, Riflessioni sul concetto ciceroniano di amicizia Palermo 1984. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Amicizia

229. De Salvo, Lietta, Il giudizio sulla mercatura nel mondo romano Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Macerata (AFLM) 20 1987 9-32

[Il commercio non era tenuto in grande consideraztone. Il plebiscito Claudio del 218 a. C. proibiva ai senatori di dedicarvisi. Ma dietro questa facciata l’atmosfera generale d’affarismo della tarda età repubblicana si faceva sentire anche presso la stessa nobiltà. Le riserve di Catone non sono di natura morale, ma pratica (rischio di gravi perdite a causa dei pericolo della navigazione); Cicerone aveva strette relazioni con uomini d’affari e molti notabili si servivano di prestanome. Ma il topos letterario del disprezzo della mercatura sopravvive sempre, fra l’altro presso certi autori cristiani, benché la Chiesa avesse essa stessa proprie attività commerciali]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Commercio. Proibizione di commerciare ai senatori. Plebiscito Claudio

230. De Vivo, A., Le leggi e l’uso della storia in Cicerone Paideia 55 2000 183-195. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Narrazione storica, modello drammatico. storiografia tragica

231. Dyer, R. R., Rhetoric and Intention in Cicero ‘Pro Marcello’ Journal of Roman Studies (JRS) 80 1990 17-30. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: pro Marcello. Incitamento al tirannicidio

232. Di Fiorino, M., (cura) La persuasione socialmente accettata, il plagio e il lavaggio del cervello Forte dei Marmi I Psichiatria e territorio 1990 59-69. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Persuasione. Plagio

233. Di Gennaro, Gennaro, I comizi centuriati di Cic. De re p. II 22, 39-40: attribuzioni, struttura, giudizio politico Athenaeum 81 1993 545-565.

[Interpretazione di questo passo di Cicerone alla luce dei dati forniti da Tito Livio 1, 42, 4-43 e da Dionigi d’Alicarnasso A. R. 4, 16-21, che corrispondono a due tradizioni differenti sui comizi centuriati di Servio Tullio]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Comizi centuriati

234. Di Giovine, Carlo, Vedi: De Nonno, Mario – De Paolis, Paolo – Di Giovine, Carlo, Bibliografia della letratura latina in: Lo spazio letterario di Roma antica V Salerno editrice Roma 1991.

[Cicerone, pp. 276 – 302; epistolario, pp. 283-284]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Bibliografia

235. d’Ippolito, F., L’organizzazione degli “intellettuali” nel regime cesariano Quaderni di storia (QS) 4 1978 245-272. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: “Intellettuali” nel regime cesariano

236. Di Spigno, Carlo, Cicerone, etica e politica Torino 1972. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Etica e politica

237. Di Spigno, Carlo (ed.) Cicerone, Epistole ad Attico U.T.E.T. Torino 2002. Epistole ad Attico

238. Di Spigno, Carlo (ed.) Cicerone, Epistole al fratello Quinto e altri epistolari minori U.T.E.T. Torino 2001. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Epistole a Quinto e altri epistolari.

239. Dixon, Suzanne, Family Finances: Tullia and Terentia Antichthon 18 1984 78-101. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Finanze familiari. Tullia. Terenzia

240. Dixon, Suzanne, The Roman Family Baltimore, Johs Hopkins SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Finanze familiari. Tullia. Terenzia Famiglia romana University Press 1992.

[Studio destinato a specialisti e non specialisti, passa in rassegna i vari aspetti, anche legali, della vita e dei rapporti familiari. Una tesi fondamentale è che l’idea vittoriana della famiglia come “porto sicuro in un mondo senza cuore” si può ritrovare nella letteratura della tarda repubblica. Meno convincente appare l’autrice quando ad illustrare la tenerezza maritale cita quattro lettere di Cicerone dall’esilio (ad fam. 14, 1-4), che contrastano nel tono con le altre 20 lettere pervenuteci di Cicerone a Terenzia, che non hanno espressioni di calore, come anche le lettere di Ovidio alla moglie dall’esilio di Tomi. Ambedue questi personaggi contavano sulle loro mogli per difendere i loro interessi a Roma e per fornire loro notizie e informazioni. Sarebbe forse troppo cinico, dice Laura Abrahamsen su Bryn Mawr Classical Review 03. 05. 05, affermare che Cicerone usava Terenzia come si serviva di qualsiasi altro alleato politico. Sullo stesso argomento, v. Eulenberg 263. Treggiari 720. Veyne 739.SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Famiglia romana

242. Dondin-Payre, Monique, rec. Spielvogel L’antiquité classique 65 1996. Bruxelles 484-485.

[Il problema è di spiegare l’azione politica di Cicerone più che la nozione in sé di amicizia sia nell’ambito filosofico che nelle applicazioni concrete]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Azione politica. Amicizia

243. Dopico Cainzos, Maria Dolores, Aeternitas rei publicae como programa politico en Ciceròn: al ejemplo del Pro Marcello. Athenaeum 85 2 1997 391-408 .

[Nella pro Marcello è presente un pensiero politico più profondo che in orazioni anteriori, pensiero che costituisce la concezione ciceroniana dello stato]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Aeternitas rei publicae: Programma politico nella pro Marcello

244. Dorey, T. A., (ed.) Cicero Routledge & Kegan 1965. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone

245. Dorey, T. A., The use of praenomina in Cicero’s letters Humanitas 6-7 1957-58 33-37. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Intitolazione delle lettere

246. Douglas, A. E., Cicero Oxford Clarendon Press 1995 (1968’).

[Rassegna di studi su Cicerone] SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone, studi

247. Drewniewska, B., Preskrypt w korespondeniji Cycerona. Menander 33 1978 7-24, 71-80, con riassunto in latino.

[Studio delle differenti formule di intitolazione delle lettere di Cicerone]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Intitolazione delle lettere

248. Druckenmiller, Jenny D., Cicero’s Letters and Roman Epistolary etiquette Thesis – University of Oregon 2007.

[Tranne che in particolari evenienze, Cicerone nelle sue lettere si atteneva al protocollo epistolare ed era un sostenitore del decorum in ogni circostanza (De Off. I 93-102). Lo scambio epistolare era un fattore importante nelle relazioni di amicizia persolale e politica (l’amicizia politica è, allora come oggi, come oggi l’appartenenza a uno stesso partito). Le lettere di Cicerone sono per lo più ritmiche, tranne quelle più strettamente confidenziali. A differenza che nelle orazioni e nelle opere filosofiche in cui i riferimenti sono tradotti, nelle lettere Cicerone usa citazioni greche, il che era un segno di raffinatezza; queste citazioni sono preponderanti nelle lettere ad Attico. La studiosa esamina poi il caso della divulgazione da parte di Antonio, con intenti diffamatori. di una lettera privata di Cicerone, cosa che era una grave infrazione all’etichetta (niente doveva essere portato a conoscenza di un pubblico non adatto e senza la revisione dell’autore) ed equivaleva a un atto di ostilità politica. Le argomentazioni sono sostenute da riferimenti alle Filippiche, alle lettere ad Attico e a questioni relative alla riservatezza delle lettere spesso violata o in certi casi neppure voluta.

Lettere Ad Familiares, XIII – Bibliografia (2)

31. Andrzejewski, Roman. Quo modo Cicero Commendandi Doctrinam in Epistulis servavit Eos 63 1973 43 (in polacco con riassunto in francese).

[Cicerone ricorre, secondo lo studioso, a modelli e teorie delle scuole di retorica – ma il ricorso a tali teorie o modelli è dubbio controverso, vedi in proposito Bernardi-Perini, Cavarzere e altri]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere di raccomandazione

32. Arangio Ruiz, Vincenzo, Cicerone giurista in: AA. VV. Cicerone, scritti commemorativi pubblicati nel bimillenario della morte Istituto di studi romani Roma 1961.

[Utile indagine sull’atteggiamento di Cicerone di fronte alla legge, sempre rispettoso anche quando da buon avvocato doveva incanalarla in termini favorevoli ai propri clienti. Si trattano pure problemi delineati nelle lettere, ma non si cita nessuna delle lettere del libro 13, alcune delle quali pure presentano questioni giuridiche interessanti]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone giurista e avvocato

33. Aricò, Giuseppe, Complessità di significati nella personalità letteraria di Cicerone in La repubblica romana da Mario e Silla a Cesare e Cicerone Atti del Convegno, Mantova 1988, Accademia Nazionale Virgiliana, Mantova 1990. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone letterato

34. Arnaldi, F., Cicerone Bari 1948.

[Arnaldi è, fra l’altro, uno studioso di Cicerone, a cui ha dedicato numerosi articoli sparsi, v. AA. VV. Scritti commemorativi nel bimillennario ecc.]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone

35. Atti “Caesar against Liberty? Perspectives on his Autocracy” Ed. by Francis Cairns and Elaine Fantham. Papers of the Langford Latin Seminar 11 Cambridge 2003. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cesare autocrate

36. Atti del Colloquium Tullianum “Cicerone e lo stato” Ciceroniana 7 1990. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone e la politica

37. Atti del convegno “Cicerone e la politica”, Arpino 29. 01. 2004 (cura Salerno, F.) Satura 2004. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone e la politica

38. Atti del convegno 1991 “La giustizia tra i popoli nell’opera e nel pensiero di Cicerone” Arpino 1993 SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Giustizia fra i popoli

39. Atti del convegno nazionale di studi “Intellettuali e potere nel mondo antico”. (cura R. Uccione) Torino, Edizioni dell’Orso 2003. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Intellettuali e potere

40. Atti del II Convegno italo – tedesco “Retorica e politica”, Bressanone 1974 Liviana Padova 1977. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Retorica e politica

41. Atti “Epistulae Antiquae III” – Actes du IIIe Colloque International “L’Épistolographie Antique et ses Prolongements Européennes” (Université François-Rabelais, Tours, 25 – 27 septembre 2002), édités par Léon Nadjo et Élisabeth Gavoille, Louvain … Peters 2004. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Epistolografia

42. Atti della prima giornata di studi “aspetti della fortuna dell’antico nella cultura europea” (Sestri Levante, 26 marzo 2004) a cura di Emanuele Narducci, Sergio Audano, Luca Fezzi Fondazione Mediaterraneo – Centro di studi sulla fortuna dell’antico – Collana testi e studi di cultura classica diretta da G. Paduano, A. Perutelli, F. Stok. Edizioni ETS Pisa 2005. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Fortuna

43. Atti “Ordo equitum Romanorum, ordo libertorum”. Freigelassene und ihre NachKommen im römischen Ritterstand in: L’ordre equestre. Histoire d’une aristocratie (IIe siècle av. J. C.- IIIe siecle ap. J. C.). Acte du colloque international organisé par Ségolène Demougin, Hubert Devijver, et Marie Thérèse Raepsaet Vharlier (Bruxelles – Leuveun, 5 – 7 octobre 1995) Roma: École française de Rome – Paris: de Boccard – Roma: L’Erma di Bretschneider 1999. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cavalieri. Ordine equestre. Liberti

44. Aubert, Jean-Jacques, Business management in Ancient Rome: a social and economic stude of institores. 200 B. C. – AD 250 Leiden – New York Brill 1995. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Finanza. Affarismo. Economia

45. Aubert, Jean-Jacques – Sirks, Boudewjin (edd.) Speculum iuris. Roman law as a reflection of social and economic life in antiquity Ann Arbor Michigan University Press 2002

[È di Aubert, oltre alla conclusione (A historian’s point of wiew) un articolo su: A double standard in Roman criminal law? The death penality and social structure in late republican and early imperial Rome (Non c’era un criterio uguale per tutti nella legge criminale romana? Pena di morte e struttura sociale nella tarda repubblica romana e nel primo impero)]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Legge e vita sociale ed economica. Non unicità legislativa. Pena di morte

46. Audano, Sergio, vedi: Atti della prima giornata di studi ‘aspetti della fortuna dell’antico nella cultura europea’ (Sestri Levante, 26 marzo 2004) a cura di Emanuele Narducci, Sergio Audano, Luca Fezzi Fondazione Mediaterraneo – Centro di studi sulla fortuna dell’antico – Collana testi e studi di cultura classica diretta da G. Paduano, A. Perutelli, F. Stok. Edizioni ETS Pisa 2005. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Fortuna dell’antico

47. Augusto Imperatoris Caesaris Augusti index rerum gestarum

[A proposito della contrapposizione auctoritas/ potestas]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Potestas. Auctoritas

48. Austin, L., The Cerellia of Cicero’s correspondance Classical Journal 41 1945-46 305-309. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cerellia

49. Awerbuch, M., Imperium. Zum Bedeutungswandeldes Workes im staatsrechtlichen und politischen Bewusstsein der Romer Archiv für Begriffsgeschichte Bausteine zu einem historischen Wörterbuch der Philosophie (ABG) 25 1981 162-184.

[Imperium populi Romani]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Imperium in Cicerone, Sallustio e Cesare.

50. Axer, J. Tribunal-Stage-Arena: Modelling of the Communication Situation in Cicero’s Judicial Speeches Rhetorica 7, 4 1989 299-311. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Situazione comunicativa

51. Axtel, H. L., Men’s names in the writing of Cicero Classical Philolology (CPh) 10 1916 386-404. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Onomastica

52. Babl, J., De epistularum Latinarum formulis Progr. Bamberg, Gartner 1893. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Epistolografia

53. Badian, Ernst, Amicitia in: Der Neue Pauly Stuttgart & Weimar 1996. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Amicizia

54. Badian, Ernst, Foreign clientelas (264-70 BC) Oxford 1958. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Clientele estere

55. Badian, Ernst, Roman Imperialism in the Late Republic Cornell University Press Ithaca N.Y. 77 sgg. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Imperialismo

56. Badian, Ernst, The attempt to try Caesar in: Polis and imperium – Mel. Salmon Toronto 1974. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Imperium. Cesare

57. Badian, Ernst, Zöllner und Sünder Unternehmer im Dienstder römischen Republik Darmstadt Wissenschaftliche Buchgesellschaft 12 1997 2634s.

[Imprenditore al servizio della repubblica]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Imprenditoria

58. Bailey, David Roy Shakleton, Caesar’smen in Cicero’s correspondence. Ciceroniana 1998 N.S. 10 107-118.

[I rapporti di Cicerone con esponenti del partito cesariano quali emergono dalle lettere posteriori alla guerra civile]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone e i cesariani nelle lettere

59. Bailey, David Roy Shakleton, Cicero New York 1971. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone

60. Bailey, David Roy Shakleton, Onomasticon to Cicero’s Letters Leipzig-Stuttgart Teubner 1995. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Onomastica

61. Baldwin, Barry, Greek in Cicero’s letters Acta Classica: proceedings of the Classical Association of South Africa (Aclass) 35 1992 1-17.

[Il greco nelle lettere di Cicerone ci fa capire i gusti di Cicerone e testimonia la sua capacità di usare il greco e la conoscenza dei Romani della lingua e della letteratura e specialmente della poesia greca]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Greca, lingua nelle lettere

62. Baley, M. T., Ciceronian Metric and Clausoles Classical Journal 1938 33 336-350. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Metrica e clausole

63. Balsdon, J. P. V. D., Consular Provinces under the late Repubblic Journal of Roman Studies (JRS) 29 1939 57-73 167-189 .

[Gli articoli si occupamo specialmente di questioni di tempi e di termini di durata delle cariche. Il problema della durata del proconsolato di Cicerone in Cilicia è affrontato a p. 69-70 (la durata era di un anno di calendario, non di 365 giorni, a causa di eventuali mesi intercalari)]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Durata degli incarichi provinciali

64. Barchiesi, M., Orazio, Cicerone ed Ennio in: Id. I moderni alla ricerca di Enea Roma 1981 77-108. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone

65. Bardon, Henry, La littérature latine inconnue Paris 1952-1956. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Autori latini perduti

66. Barilli, Renato, Corso di retorica Mondadori 1995. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Retorica

67. Barthes, Roland, La retorica antica. Alle origini del linguaggio letterario e delle tecniche di comunicazione (trascrizione di un seminario del 1964-65) Bompiani 1993 (1970′).

[Le tecniche di comunicazione indicate nel sottotitolo non sono oggi (2008) quelle del tempo del seminario, ma le osservazioni storiche (parte A) e tecniche (queste in particolare esposte nella seconda parte o parte B) non hanno perso di validità, anche se il confronto che nel testo si vuole fare è con “la nuova semiotica della scrittura”. Del resto lo studioso afferma che la retorica è morta nel XIX secolo, è ciò può essere vero, nonostante recenti tentativi di resurrezione dopo la sua sostituzione con la scienza del linguaggio (e gli scempi che di quella e di questa si fanno attualmente nei manuali scolastici). Per Barthes, in accordo con Lévi-Srauss, la sovranità del linguaggio dà accesso a una identità sociale e storica superiore a quella dei contenuti e delle determinazioni dirette. Interessantissime le osservazioni sulla nascita della retorica. Essa deriva dai processi di proprietà seguiti al rovesciamento di Gelone e Gerone, tiranni di Siracusa: processi che si svolgevano davanti a giurie popolari che bisognava convincere. L’eloquenza, cioè l’arte del convincere, era dunque partecipe della democrazia e della demagogia. Il suo insegnamento divenne la retorica: “È gustoso constatare che l’arte della parola è originariamente legata a una rivendicazione di proprietà, come se il linguaggio (...) si sia determinato (...) a partire dalla socialità più nuda, affermata nella sua brutalità fondamentale, quella del possesso terriero: s’è cominciato – da noi – a riflettere sul linguaggio per difendere il proprio bene. È al livello del conflitto sociale che è nato un primo abbozzo teorica della parola finta” SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Retorica antica. Difesa della proprietà terriera

69. Bastida Gianformaggio L., Gli argomenti di Perelman: dalla neutralità dello scienziato all’imparzialità del giudice. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Imparzialità

70. Bayard, A., La Clausule Ciceronienne Revue de Philologie 1932 37-55. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Clausole

71. Beard, Mary, Ciceronian correspondences: making a book out of letters in: Classics in progress. Essays on ancient Greece and Rome (T. P. Wiseman ed.) Oxford University Press 2002 103-144. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere

72. Beaujeau, Jean, Cicéron, Correspondance Tome VII – VIII, Texte ètabli, traduit et annoté par J. B. Paris, Les Belles Lettres 1980 – 1983.

[Le lettere sono presentate in ordine cronologico con notazioni di indubbio interesse. Una sezione riguarda le lettere di raccomandazione del 45 (primavera) – 44), e dunque del libro 13. Di questo molte lettere sono qui raccolte come “di data incerta”, contro le nostre opinioni. (Ma la cronologia è sempre attentamente discussa, dato il criterio cronologico adottato). Dopo un’attenta rassegna, lo studioso conclude (VII 154): “Tranne qualche eccezione degna di nota, l’interesse di queste lettere, prese singolarmente, può sembrare trascurabile, ma l’insieme giova a farsi un’idea precisa della rete di relazioni e di protezioni intessuta attorno a un grande personaggio che giocava un ruolo molto importante nella vita sociale, economica e politica di Roma alla fine dell’epoca repubblicana. Si può ugualmente apprezzare la varietà che l’autore ha saputo dare alla forma delle sue raccomandazioni, malgrado il loro carattere convenzionale e iperbolico, apportando alle sue formule sottili sfumature e differenze, ma soprattutto adattando il taglio e lo stile dei suoi messaggi alla personalità dei destinatari, al rango dei beneficiari e alla natura dei legami che lo univano agli uni e agli altri”.

Nelle note illustrative del tomo VII lo studioso mette in rilievo gli sforzi di Cicerone di difendere gli ex pompeiani e di costituire un gruppo di moderati in grado di contrastare l’influenza negativa di certi adiutores (pag. 89) di Cesare e di spingere costui a dare una qualche forma di costituzione allo stato. Non si condivide di questo autore la valutazione delle orazioni cesariane, che in realtà fanno parte di un’azione critica di Cicerone contro Cesare e in ogni caso non sono la manifestazione di un “idillio” fra i due]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: (Edizione, con traduzione e commento). Lettere di raccomandazione. Lettere di data incerta. “Idillio” tra Cicerone e Cesare? Politica di Cicerone dopo il perdono

73. Becker, Carl, Fides. Imperium in: Reallexicon für Antike und Christentum 1969. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Fides. Imperium

74. Becquart-Lequerq, J., Reseau relationnel, pouvoir relationnel Revue fr. Sc. Poli. 29 1979 102-128. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Rete di rapporti e Potere

75. Bell, Andrew John Edward, Cicero and the Spectacle of Power Journal of Roman Studies (JRS) 87 1997 1–22.

[Tutto quello che sappiamo sulle leggi agrarie promosse dal tribuno Rullo e dai suoi colleghi dipende da Cicerone. Il suo discorso De lege agraria II ci fa capire il rapporto che si crea fra un attore (chi fa l’actio, che è il modo di porgere dell’oratore) politico e il suo pubblico di ascoltatori. Il testo scritto è solo una registrazione parziale della complessa dinamica intercorrente fra attore e pubblico (nessuno dei due può assumere l’actio indipendentemente dall’altro); ed è una registrazione solo parziale del modo in cui un’argomentazione verbale e la reputazione personale dell’oratore concorrono a creare un discorso dotato di capacità persuasiva]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Leggi agrarie. Persuasione. Consenso

74. Bell, Andrew John Edward, Spectacular Power in the Greek and Roman City Oxford University Press 2004.

[L’autore prende le mosse da Nicolae Ceauşescu e in particolare dal suo infelice discorso in Bucarest quattro giorni prima della sua morte. Bell si interessa dell’ autopresentazione dei capi politici e delle reazioni che essi vogliono provocare nei loro sottoposti. Il capo manipola la propria immagine e i propri atteggiamenti e le proprie risorse fisiche allo scopo di attirare e legare forzosamente a sé i propri sottoposti. L’analisi tiene presenti i moderni studi sociologici. L’autore passa in rassegna le figure di parecchi personaggi greci, anche ellenistici, e romani. L’ultimo capitolo (ricerca del consenso in Cicerone) riprende più diffusamente l’articolo precedente (Bell, Andrew John Edward, Cicero and the Spectacle of Power Journal of Roman Studies 87 1997 1–22, vedi sopra) con qualche taglio che lo rende meno comprensibile. Il punto centrale dell’argomentazione è che l’oratoria a Roma era per sua natura uno spettacolo, perché sollecitava una risposta di massa e e garantiva un seguito di popolo. Un oratore senza ascolto falliva. Particolare attenzione l’autore presta alle menipolazioni dei simboli religiosi e delle autorità sacerdotali. L’opera è ricca di dettaagli e riscontri particolari al punto da rendere difficoltosa una visionr d’insieme. Queste osservazioni sono tratte dalla recensione di Kathlen Coleman dell’Università di Harvard, su Bryn Mawr Classical Review del 4 aprile 2006. La recensione mette in tilievo molti difetti formali della pubblicazione qui trascurati]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Potere. Consenso

76. Bellincioni, M ., Ancora sulle intenzioni politiche del Brutus. in Studi Pesce Milano, Angeli 1985 49–67. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Intenzioni politiche nelle opere letterarie

77. Bellincioni, M., Cicerone politico nell’ultimo anno di vita Brescia Paideia 1974. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone politico

78. Bénéjam-Bontems Marie-José, Metaphysique et politique dans le De Republica de Cicéron in Melanges R. Braun 253-260. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Metafisica e politica

79. Benjamin, Constant, Discorso sulla libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni Einaudi 2001. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Libertà

80. Benhor, Hans-Peter, Der Briefe, Korrespondenz, menschlich und rechtlich gesehen. Ciceros Briefe an – Zeitschrift der Savigny-Stiftung für Rechtsgeschichte (Romanistische Abteilung (ZRG) 115 1998 115-149. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Corrispondenza di Cicerone

81. Berabrd, J. E., Pragmatisme et souci du style dans la Correspondance de Ciceron Vita Latina 171 2004 15-24. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Corrispondenza di Cicerone

82. Bergemann, Johannes, Die Römische Kolonie von Butrint und die Romanisierung Griechenlands Munich 1998.

[Butrinto, oggi in Albania, l’antica Butroto, è l’oggetto di questo saggio, che però si estende ad indagare la presenza romana in Grecia e le sorti delle popolazioni native dei siti delle colonie, dei metodi usati dai Romani per incoraggiare la romanizzazione e il ruolo giocato in questo dalle colonie. Butroto era un insediamento antico, un centro culturale ellenistico di grande importanza. Bergemann parla di un esproprio sistematico delle terre degli abitanti greci e dedica parecchia cura ai modi dell’insediamento e alle modifiche da esso apportate alla struttura culturale e sociale della città.

Cicerone si prese particolare cura della questione di Butroto, che gli dava modo di favorire Attico e osteggiare Cesare e ne tratta in parecchie lettere. Gli abitanti di Butroto, in Epiro, erano stati condannati da Cesare, per il mancato pagamento di un tributo, alla confisca di un certo territorio: esso, nelle intenzioni di Cesare sarebbe dovuto servire alla fondazione di una colonia. Ma Attico aveva lì possedimenti terrieri. Cicerone, sollecitato da Attico, chiede a Cesare di rinunciare alla confisca (e dunque alla colonia). In effetti Cesare si disse disposto a rinunciare alla confisca dietro però il pagamento della multa), ma la controversia di fatto non si risolse fin dopo la sua morte. Cicerone nelle sue lettere si raccomandava a tutti quelli che poteva e giunse ad appoggiare per l’occasione la convalida degli atti di Cesare: nell’interesse di Attico, ma - dice lui - per motivi di ordine pubblico e per evitare uno sconvolgimento generale. Alla fine la richiesta degli abitanti di Butroto fu esaudita, però non per l’influenza di Cicerone, ma per un decreto del senato. Era corsa voce che i Butroti si fossero ribellati con la forza all’insediamento, e Cicerone ne parla come di una voce in seguito smentita. Bergemann accenna alla questione, ma le sue conclusioni mettono in rilievo il fatto che i Romani rimpiazzarono i Greci nelle magistrature, nelle tecniche costruttive ecc., tuttavia non c’è nessuna prova che li avessero espulso. Bergemann parla poi di Corinto e di Nicopoli. L’assunto del titolo, la romanizzazione della Grecia, non pare del tutto sodisfatto. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Butroto. Romanizzazione della Grecia

[Queste origini sono da ricercare nella letteratura latina e principalmente nelle lettere di Cicerone. Le sue lettere di raccomandazione non si riferiscono e non debbono essere riferite a un modello greco]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere familiari. Modelli delle commendatizie

84. Berry, D. H., Equester ordo tuus est: Did Cicero Win His Cases Because of His Support for – . Classical Quarterly (CQ)53 1 2003 222-234 SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Ordine equestre, sostegno a Cicerone

85. Berti, Enrico, Il procedimento logico-formale e l’argomentazione retorica Quaderni di storia 37 Gennaio – Giugno 1993.

[L’Autore passa in rassegna le varie concezioni della retorica da Empedocle a Perelmann – Olbrechts Tyteca. In Sicilia la retorica fu concepita come arte di persuadere un pubblico vasto con ogni mezzo (non solo argomentazioni, ma anche mozione degli affetti). Platone disapprova questo tipo di retorica come adescatrice, e ne auspica uno nuovo dondato sulla conoscenza delle cose di cui si tratta e dell’anima umana a cui la persuasione è rivolta. Aristotele privilegia le argomentazioni sulla mozione degli affetti. Gli argomenti retorici suppongono la capacità di cogliere la verità (come fa la dialettica) e nell’oratore un ethos credibile. Essa è dunque una parte della politica e cioè dell’etica e in tal modo si presta a un cattivo uso. Occorre invece la consapevolezza che dialettica e retorica non sono autentiche forme di sapere, ma facoltà di produrre forme di razionalità non scientifica fornite però di valore argomentativo e in alcuni casi anche veritativo (Retorica I 4 1359 b 8-16). La concezione aristotelica decadde ad opera degli Stoici e degli Epicurei, fu ripresa da Cicerone <nella teoria, non nella pratica> e da Quintiliano, da Agostino e Boezio, dall’umanesimo rinascimentale, da Vico e recentemente è stata proposta come logica della filosofia pratica , cf. Perelmann – Olbrechts Tyteca]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Retorica

86. Best, Edward Exum, Men of Business in Cicero’s letters Selby 1952. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Affaristi

87. Biville, Frédérique, Échos de voix romaines dans la Correspondance de Cicéron – Réflexions sur l’oralité in Colloquia absentium, a cura di Alessandro Garcea, Rosenberg & Sellier Torino 2003. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Oralità e lettere

88. Biville, Frédérique, The qualification of personal names by possessive adjectives in Cicero’s letters in: Boot, Joan – Maltby, Robert (edd.) Whats a Name? The Significance of Proper Name in Classical Latin Literature Swansea 2006.

[Analisi dell’uso degli aggettivi personali con i nomi propri: meus può servire sia a distinguere una persona da un’altra (mio figlio che si chiama Cicerone, non tuo figlio che porta lo stesso nome) o può significare affetto o familiarità. Tuus può significare affettività, ma può anche essere deittico (quel tale che hai menzionato nella tua ultima lettera). Noster suggerisce un grado minore di familiarità, e può essere usato per persone libere o per schiavi, ma può anche indicare l’appartenenza alla propria parte politica, o significare la versione moderna di un personaggio mitico o storico, per esempio “hic noster Paris”. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Aggettivi personali

89.Blandorf, J., Les théories de l’état républicain in: Champeaux Jacqueline – Chassignet, Marlene (edd.), Hommage à Hubert Zenhacher Presses de l’Université Paris - Sorbonne 2006. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Stato repubblicano

90. Bleicken, Jochen, Cicero und die Ritter Göttingen 1995. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cavalieri

91. Bobbio, Norberto, vedi: Perelman Chaim e Olbrechts – Tyteca Lucie, Trattato dell’argomentazione, con prefazione di Norberto Bobbio.

[Dalle tante riflessioni che il lavoro suscita, si può ricavare che Antonio invitava alla discussione, Cicerone vi si sottraeva.

La lettera poi è un modo principe di sottrarsi al dibattito]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Retorica. Natura delle lettere.

92. Boes, J., La Philosophie et l’Action dans la Correspondance de Cicéron Nancy 1990. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Filosofia e

azione nella corrispondenza

93. Bohem, R. G., Ciceroniana Maia 31 1979 263-265

[Note sul testo a ad fam. 13, 1: leggere propter summam humanitatem vel etiam honoris mei causa; a ad fam. 8, 9 leggere exspectationem corripit. Contionem, prorsus Curiam omnem non mediocriter obiurgat: omnis hac repulsa se mutavit]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Note sul testo

94. Bohem, R. G., Cicero, ad fam 13, 6. 2-3 Emerita 47 1979 107-110 [a ad fam. 13, 6, 2. 95. Bohem, R. G., Cicero an Ancharius, ad fam 13, 40. Qu aderni Urbinati di Cultura Classica (QUCC) 41 1982 77-83.

[Nuova lettura di questo passo]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Note sul testo

96. Boissevain, J., Friends of Friends, Networks, Manipulators and Coalitions Oxford 1974.

SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Amici degli amici. Manipolazione

97. Boissier, Gaston, Ciceron et ses amis, Étude sur la société romaine du temps de César, 1865. Vedi op. sg. e Narducci, Emanuele, Boissier, Cicerone, il Cesarismo (Introduzione a G. Boissier Cicerone e i suoi amici Rizzoli 1988).

[Naturalmente Boissier parte dalla lettura dell’epistolario. Il pregio maggiore delle lettere (ma anche delle orazioni) è per lui la vivacità e la capacità di Cicerone di farsi spettatore delle cose che narra e descrive. Ma B. è forse il principale sostenitore dell’idea, di origine romantica, poi seguita da molti, ma totalmente falsa, della naturalezza, della semplicità, della sincerità di Cicerone nell’epistolario tutto, e in particolare nelle lettere ad Attico - e nel libro 13 meno che mai, diremmo noi -]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Amici di Cicerone

98. Boissier, Gaston, Cicerone e i suoi amici introduzione di Emanuele Narducci, traduzione e note di Carlo Saggio, Rizzoli 1988 [Ciceron et ses amis, Étude sur la société romaine du temps de César 1865]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Amici di Cicerone

99. Boissier, Gaston, Recherches sur la manière dont furent recuillies et publiées les lettres de Ciceron Paris 1882. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Raccolta e pubblicazione delle lettere. Vedi anche: Cavarzere 150

100. Boyance, P., Études sur l’humanisme Cicéronien Brussels Latomus 1970. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Umanesimo di Cicerone

101. Boldrer, Francesca, Il bilinguimo di Cicerone: scripta Graeca latina (fam. 15, 4) in: Il plurilinguismo nella tradizione letteraria latina (cura Renato Origa) Il Calamo Roma 2002 131-150. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Bilinguismo

102. Boldrer, Francesca, vedi: Cavarzere, Alberto (cura), Cicerone, Lettere ai familiari Introduzione di Emanuele Narducci. Introduzioni, traduzioni e note ai singoli libri di Francesca Boldrer, Vincenzo Cannata, Alberto Cavarzere, Chiara Leveghi, Gianmario Prugni, Alessandro Russo, Rizzoli 2007. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere (ed. trad. comm.)

103. Bonnefond–Coudry, M., Le sénat de la république romaine de la guerre d’Hasdrubal à Auguste Roma 1989. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Senato

104. Boot, Joan – Maltby, Robert (edd.) Whats a Name? The Significance of Proper Name in Classical Latin Literature Swansea 2006.

[Atti del congresso internazionale del 2002 presso l’università del Galles. Delle undici relazioni solo le prime due riguardano Cicerone:

Frédérique Biville, The qualification of personal names by possessive adjectives in Cicero’s letters.

Javier Uria, Personal names and invective in Cicero.

Si veda ai nomi dei relatori]

105. Borgo, Antonella, Clemenza dote divina: persistenza e trasformazione di un tema da Cicerone a Seneca BstudLat 1990 20 360-394

[Il tema della clemenza, virtù cardinale del buon principe nella Pro Ligario di Cicerone e nel De clementia di Seneca. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Clemenza. Orazioni cesariane

107. Bornecque, H., Les clausules metriques latines Lille 1907. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Prosa metrica

108. Botermann, Helga, Rechtsstaat oder Diktatur. Cicero und Caesar 46-44 v. Chr. Klio, Beiträge zur Alten Geschichte (Berlin Academic Verlag) volume 74 1972 179-186.

[Cicerone e Cesare dopo il “perdono”. Un estratto su “Gnomon” (www.gnomon.ku)]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone e Cesare dopo il “perdono”

109. Bowmann & Wolf, Literacy and power in the ancient world, The Classical Review (CR) 45 1995 fasc. I 45–47. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Letteratura e potere

110. Bradford, A. S., A Prosopography of Lacadaemonians from 323 B.C. to the Sack of Sparta by Alaric 396 A. D. Vestigia 27 Munich 1977 426. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lacedemoni

111. Bradley, K. R., Slavery and society at Rome Cambridge University Press 1994. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Schiavismo e società

112. Braun, René, v. Granarolo, Metaphysique et politique dans le De Republica de Cicéron in: Melanges R. Braun 253-260. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Metafisica e politica

113. Brennan, T. Corey, The Praetorship in the Roman Republic Oxford University Press 2000.

[Oltre che della carica dei pretori, Brennan tratta anche dei propretori, che avevano l’ imperium dei pretori. Molte delle lettere del libro 13 sono dirette a propretori, che avevano l’incarico di governatori delle provincie. Il ponderoso saggio di Brennan oltre che dare gli elenchi dei pretori tratta della loro carica e di quella dei propretori e della natura e della storia di essa e del loro imperium dal punto di vista del senato, che è poi quelle delle due fonti principali, Cicerone e Tito Livio: prospettiva che può portare a distorsioni. perché trascura l’elemento democratico della costituzione romana non scritta: tutti i pretori erano eletti dal popolo e da questa elezione derivavano il loro imperium. Si cita in proposito un’iscrizione di Cnido che riporta una lettera del console anziano in cui è assicurata alla Cilicia, fatta provincia, da parte dei Romani, dei loro alleati e dei Latini, rapporti di amicizia, sostegno e libertà di commercio. Greg Rowe in “Bryn Mawr Classical Review” del 21. 08. 2001 elenca importanti temi e numerose opere che Brennan avrebbe trascurato. Brennan, egli dice, non parla dello stato romano in termini di diritti e doveri, e della sua storia amministrativa in termini di economia o di storia delle idee, al modo di Nicolet. Non cita Ferrari che parla dell’espansionismo e del filellenismo romano; né David che considera la corte del pretore un quasi theatrum politico; non cerca di vedere la politica romana come l’espressione di lotte sociali specislmente per il possesso della terra al modo di Brunt; o come attività consortile al modo di Millar: né parla delle critiche di Brunt alle concezioni di Gelzer a proposito di nobilitas e clientela, o delle critiche di Giovannini al concetto di imperium in Momsen. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Propretura

115. Brinkmann, A., Der alteste Briefsteller Rheinisches Museum (RhM) n.f. 64 1909 310–317. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Servizio postale

116. Brittain, Charles, Philo of Larissa. The Last of the Academic Sceptics Oxford University Press 2001. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Filone di Larissa

117. Broughton, ad fam, 13,50. 30. 59. MRR II 285 n. 8, 308.

[Il governatore della Grecia nel 45 a cui è indirizzata la ad fam. 13, 50 è lo stesso proconsole di Sicilia a cui sono state indirizzate ad fam, 13, 30. 59]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: ad fam, 13, 50. 30. 59. Acilio. Curzio Peduceano

118. Broźek, M., De Ciceronis epistula suasoria ad Caesarem scripta Atti del I congresso internazionale di studi ciceroniani 1961 177-185. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettera a Cesare

119. Brown, Peter, Power and Persuasion in Late Antiquity 1992 SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Potere e persuasione: Brown 117

120. Brugisser, Philippe, Symmaque ou le rituel épistolaire de l’amitié litteraire. Recherches sur le premier livre de la corrispondance Friburg Éd. Univ. 1993.

["La lettera di Simmaco non è il supporto di un'informazione ma il compimento d'un rito sociale e culturale (...) il messaggio non è contenuto nella lettera, ma è la lettera stessa"]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Simmaco, lettere. Epistolografia

121. Brunt, P. A, La caduta della Repubblica romana Laterza 1990. (The Fall of the Roman Repubblic and Related Essays Oxford Clarendon Press 1988¹) SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Repubblica, fine. Nobilitas. Clientela

122. Brunt, P. A., The Crisis of Roman Republic Seager, Cambridge 1969. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Crisi della repubblica

123. Brunt, P.A., Social Conflicts in the Roman Republic New York – London 1971.

[Lotte per la proprietà delle terre]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Conflitti sociali

124. Brunt, P. A., Italian manpower Oxford 1971. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Espropri. Volterra. ad fam. 13, 4. 5

125. Brzozka, Anna, De Tullianae Rei publicae prooemio Menander 45 1990 143-149. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: De Republica, proemio

126. Buchner. K., Cicero Wiesbaden 1962. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone

127. Burckhardt, Leonhard Alexander, “Zu Hause geht alles, wie wir wünschen…” – Privates und Politisches in den Briefen Ciceros Clio 85 2003 I 94-113.

[La legge romana separava strettamente la sfera privata da quella pubblica e molti autori della repubblica parlano di una netta separazione fra i due ambiti. Anche la ricerca ha usato un’idea modernista della sfera privata per lo studio della società romana senza discutere le precondizioni storiche di una tale terminologia. Nuovi approcci indirizzano l’attenzione al fatto che ambo le sfere erano intensamente frammischiate per lo meno nelle famiglie senatorie. Il corpo delle lettere di Cicerone offre un ricco materiale per sostenere la tesi che la sfera privata di un nobile era politicamente carica e che la linea divisoria tra i due ambiti era fluida. L’articolo adduce molti esempi tratti dalle lettere di Cicerone per illustrare questo punto. Il paragone con la situazione in Grecia mostra che nelle città ellenistiche la sfera privata era più nettamente divisa da quella pubblica e che non poteva essere attivata politicamente in modo tanto facile come nell’aristocratica repubblica romana]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Pubblico e privato Ordine senatorio

128. Bussi, Silvia, Economia e demografia della schiavitù in Asia minore ellenistico-romana 2001

[La schiavitù è un elemento rilevante nei rapporti di produzione del mondo antico. Con il dominio romano in Asia minore sembra espandersi. Il libro ripercorre la documentazione inerente alla presenza di schiavi nei vari settori dell’economia microasiatica in età ellenistica e i mutamenti conseguenti alla trasformazione in provincia romana]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Schiavismo

129. Caballero del Sastre, Elisabeth, e altri, Laudatio y suasio en el Pro Marcello / La “clementia Caesaris” y el Pro Marcello Florentia Iliberritana (FloriIlib) 9 1998 97-110.

[Il frutto di questa clemenza, il perdono di Marcello, è stato presentato come il risultato di un atto di ponderazione in cui si combinano la praxis militare e la politica, il che implica una tensione fra clementia e iustitia che illumina la crisi istituzionale. La qualificazione insistita del perdono come di un beneficium mina l’identità degli interlocutori del discorso ed enfatizza lo sfascio dello stato di diritto]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Clemenza di Cesare. Iustitia. pro Marcello. Perdono. Repubblica, fine

Lettere Ad Familiares, XIII – Bibliografia (1)

M. T. Cicero ad familiares XIII M. T. Cicerone, Lettere ai familiari, libro 13°

Vincenzo Cannata

BIBLIOGRAFIA RAGIONATA

Riguardante le lettere di Cicerone ad familiares, libro 13 e argomenti correlati.

Alcune opere non facilmente reperibili sono ugualmente citate per testimoniare l’individuazione e l’interesse dei problemi poi trattati nelle note del commento (a seguire).

I soggetti indicati sono sempre riferiti a Cicerone e alla fine della Repubblica.

Per le note siamo debitori all’Année philologique, di cui si riportano le sigle,alla Bryn Mawr Classical Review e ad altre fonti, fra cui gli stessi autori.

La bibliografia ciceroniana è sterminata. Infinite sono pure le pubblicazioni che riguardano le lettere e anche quelle che hanno per oggetto le lettere familiari. Il libro 13 poi, che in apparenza comprende un solo argomento, le raccomandazioni, implica molti riferimenti storici certamente importanti, più che gli eventi politici e militari che si ritrovano riportati nella corrispondenza di Cicerone in maniera spesso tendenziosa o inattendibile. È quindi parso utile comprendere nella bibliografia opere riguardanti questi problemi, anche se in apparenza lontane dall’oggetto. Si sono pure incluse trattazioni riguardanti Cicerone, per quel che ciò possa servire: inevitabilmente possono essere consultate solo quelle meglio disponibili. Si sono dati anche alcuni riferimenti alle cosiddette orazioni cesariane atti a illustrare i rapporti di Cicerone con Cesare nel periodo considerato (vedi lettera 13, 15)

La mole stessa della bibliografia testimonia l’interesse destato dall’argomento principale e da quelli correlati, per i quali potrà essere utile l’indice che segue alla bibliografia e di cui qui si riportano le note principali, in ordine di ritenuta importanza.

1) Cicerone (tranne, in generale, le orazioni e le opere filosofiche)

2) Lettere di raccomandazione

3) Epistolografia

4) Governatori e amministrazione delle provincie. Poteri dei governatori. La provincia d’Asia. La Cilicia

5) Sfruttamento delle provincie. Pubblicani. Usura

6) Amicizia. Clientele. Patronato. Imperium. Dignitas. Auctoritas. Gratia

7) Crisi e fine della repubblica. Rapporti con Cesare. Orazioni cesariane. De Officiis

8) Retorica (per la comprensione delle tecniche persuasive ciceroniane). Persuasione e consenso

9) Leggi agrarie e distribuzione di terre

10) Schiavismo

1. AA. VV. Validity and Rhetoric in Philosophical Argument. An Outlook in transition The Dialogue Press, University Park Pa USA 1978. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Validità. Retorica

2. AA. VV. Cedant arma: letteratura, parole d’ordine e organizzazione del consenso nel mondo antico Como 1991. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Consenso

3. AA. VV. Cicerone, scritti commemorativi pubblicati nel bimillenario della morte Istituto di studi romani Roma 1961. Il volume comprende i seguenti scritti:

Alfonsi, Luigi, Cicerone filosofo

Arangio Ruiz, Vincenzo, Cicerone giurista

Battaglia, Felice, Cicerone filosofo

Borda, Maurizio, Iconografia ciceroniana

Corsanegro, Camillo, L’oratore

Funaioli, Gino, Universalità spirituale diCicerone

Pacitti, Guerino, Cicerone politico

Paladini, Virgilio, Cicerone retore e oratore

Paladini, Virgilio, L’uomo e il suo tempo

Paratore, Ettore, Cicerone attraverso i secoli

Pighi, Giovanni Battista, Lo scrittore

Tondini, Amleto, Cicerone linguista

[Gli autori dei saggi sono tra i maggiori latinisti dell’epoca, ma la consultazione può essere ancora utile. Si tratta di scritti di grande erudizione, più che commemorativi, celebrativi; ma la celebrazione non va mai a discapito del rigore scientifico. Interessano in qualche modo il nostro argomento gli scritti di Arangio Ruiz e Pighi (vedi). Nessun saggio tratta delle commendatizie del libro 13].

SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Cicerone

4. AA. VV. Texte, Politique, Ideologie: Cicéron Ann. Lett. Univ. Besançon 187 Paris 1976. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Testo. Politica. Ideologia

5. Abbott, Frank Frost, Cicero Selected Letters Boston 1909. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere scelte (ed.)

6. Achard, Guy, Purquoi Cicéron a-t-il écrit le De Oratore? Latomus 46 7 1987 318. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: De Oratore

7. Achard, Guy, L’emploi de boni, boni viri, boni cives, et de leurs formes superlatives dans l’action politique de Cicéron Les Études Classiques (LEC) 41 1973 207-221.

[Queste espressioni indicano la ricerca di un accordo fra le classi alte, specialmente senatori e cavalieri, personaggi di un certo rango, con esclusione del popolo]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Boni viri, boni cives

8. Achard, Guy, A propos de la correspondance de Ciceron en 46 Pro M. Tullio 6 93 1964 11-18.

[In questo periodo delicato Cicerone doveva condurre la sua azione politica quasi in veste d’accusato; ma dispiega tutto il suo talento, mentre risplende il suo senso morale]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere dell’anno 46

9. Acheson, G. J., The Caesarian orations of Marcus Tullius Cicero. Johannesburg, Witwatersrand University Press 1965. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Orazioni cesariane

10. Actas de II Congreso Internacional de Logo – Salamanca 1997 “Retorica, politica e ideologìa. Desde la Antigüedad hasta nuestros dias”

[Il prólogo di Antonio Lopez Eire delinea i legami fra retorica e politica (intesa come l’insieme naturale dei rapporti fra gli esseri umani intesi secondo Aristotele come animali razionali) fin dai tempi mitici (Prometeo e il dono del fuoco che fonda la società umana) a quelli attuali. I Sofisti, facendo dell’uomo la misura di tutte le cose, relativizzarono il concetto di verità fondandola sul rapporto fra i cittadini. Il linguaggio, oltre a fondare la comunicazione’ influenzando l’opinione dell’altro, istituisce questo rapporto. Aristotele dice che la Natura, dotando di linguaggio l’essere umano, lo fece capace di comunicare ai suoi simili ciò che è utile o nocivo, giusto o ingiusto, mentre gli animali, che non sono esseri politici ma al massimo gregari, possono solo esprimere piacere o dolore. La retorica è dunque l’essenza della democrazia: non per nulla i Trenta tiranni prendendo il potere ad Atene ne proibirono l’insegnamento. Opinioni simili hanno Svetonio e il Tacito del Dialogo sugli oratori. Ciò è confermato dall’etimologia: il retore è colui che promuove una proposta di legge (in dialetto dorico: ‘rhétra’). A Siracusa poi, in ambiente dorico, dopo la caduta della tirannide, l’eloquenza servì al recupero delle proprietà terriere dinanzi ai tribunali popolari. Libanio. del IV secolo dopo Cristo, usa, come deve sempre fare un retore degno di tal nome, discorsi e lettere per difendere singoli concittadini o intere comunità dai torti o dalle ingiustizie. Il Medioevo vede la retorica politica epistolare dell’Ars dictaminis di Alberico, sempre con le stesse funzioni. [A questo punto ci sia permesso osservare che la retorica epistolare teorizzata da Alcuino fu ben da prima praticata da Cicerone con le sue commendatizie, però per difendere non il giusto ma interessi particolari spesso illeggittimi, e talvolta per opprimere intere comunità]. Lopez accenna poi alla funzione politica della retorica nei secoli successivi: già con S. Agostino insegna a predicare, ossia a persuadere in breve tempo una moltitudine. Si cita Francesco Bacone: si usa la retorica “to apply reason to imagination for the better movingof the will” scil. dell’uditorio. George Campbell (sec. XVII, fine) affida la persuasione alla vivacità delle idee. Nel secolo XX la Nouvelle Rhétorique ci si presenta come una teoria dell’argomentazione e più di recente la prammatica afferma che la funzione del linguaggio è l’interazione, e il suo obbiettivo è di influenzare il modo di pensare e di agire del prossimo]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Retorica, politica, ideologia. Retorica epistolare

11. Actes de la Table Ronde 1975 Texte, politique, ideologie: Cicéron. Pour une analyse du systeme esclavagiste : le fonctionnement du texte cicéronien Annales Littèraries de l’Universitè de Besançon 187. Paris, Les Belles Lettre 1976 SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Schiavismo nei testi di Cicerone

12. Actes du colloque international “L’ordre équestre: Histoire d’une aristocratie (IIe siecle av. J.-C. – IIIe siecle ap. J.-C.) Rome 1999.

SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Ordine equestre

13. Albrecht, Michael von-, Cicero’s Style: A Synopsis Followed by Selected Analytic Studies Leiden 2003

[Il saggio è volto a sfatare lo stereotipo dello stile ciceroniano come invariabilmente ampio, rotondo, dai periodi complessi. Lo stile delle varie opere o dei singoli passi è derteminato dalla strategia e dalle scelte letterarie dell’autore. Cicerone tiene in gran conto l’uditorio. In un discorso rivolto a una folla nel foro egli tende a favorire un’esposizione dettagliata ed esplicita, mentre nelle lettere indirizzate a singoli individui e specislmente a quelle indirizzate agli amici il suo linguaggio può essre molto più ellittico e allusivo. L’uditorio, l’argomento, le preferenze personali, le circostanze possono influenzare il suo stile, per il quale è quindi di grande importanza l’ inventio . Per Cicerone scrittore un altro fattore determinante è il principio del decorum o aptum, in base al quale il discorso deve essere appropriato alla situazione, al tempo, al soggetto, al parlante e all’ascoltatore. Il saggio affronta le differenze stilistiche fra i vari generi delle opere, poi le differenze tra le opere singole; quindi l’evoluzione cronologica dello stile: sembra che esso di adatti sempre meglio agli ascoltatori e all’argomento, in modo che esso sembri sempre più “naturale”. Si passa poi a studiare le caratteristiche distintive dello stile ciceroniano comuni a tutte le opere e la sua influenza sulla successiva tradizione letteraria occidentale. Infine l’autore esamina il nesso tra la teoria e la pratica ciceroniane, tratta del De oratore e del De republica e mostra come l’ideale ciceroniano dell’oratore può essere importante oggi per noi. Non è solo una questione di chiarezza espositiva o abilità nel manipolare il linguaggio o capacità di vedere come gli altri lo fanno: l’autore ci chiede di riconsiderare la retorica dopo il suo eclisse durante l’età romantica e vedere la sua cruciale importanza in una società democratica. L’insegnamento di Cicerone riguardo ai molti significati dell’espressione e alla necessità di adattarla alle circostanze specifiche richiede una nuova attenzione]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Stile nelle lettere

14. Alföldy, Géza – Panciera, Silvio (edd.) Inschriftliche Denkmäker als Medien der Selbstdarstellung in der römischen Welt Stuttgart 2001. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Iscrizioni

15. Alföldy, Géza, Storia sociale dell’antica Roma Il Mulino Bologna 2000.

[Opera ricca di notazioni utili alla comprensione di cose, fatti e vicende (ordini, clientele, proprietà terriera, publicani, lex claudia, origini della crisi della repubblica e dell’impero). Su un piano generale si afferma che nella tarda repubblica i conflitti sociali divennero conflitti politici. Per quel che riguarda i tempi e le questioni del l. 13 ad fam. fondamentale è l’osservazione che l’economia a Roma era fondata sullo schiavismo, ma il lavoro schiavile è poco produttivo e l’aumento del profitto si compie solo con l’acquisizione di nuovi schiavi e di nuove terre e non con l’aumento della produttività del lavoro. Sul finire della repubblica la ricchezza fondiaria si era concentrata nelle mani dei senatori; all’altro estremo erano i sottoproletari mantenuti dallo stato, i coltivatori rovinati dalle importazioni, l’enorme numero degli schiavi (per guerre e debiti), con seguito di rivolte schiaviste e coloniali, repressioni, lotte di fazioni. Inevitabile il prevalere, sui vecchi poteri, dei capi militari (“bonapartismo”). La storia di Cesare è esemplare di come le tendenze soggettive contino assai meno degli sviluppi storici obiettivi. Cesare era un democratico, indebolì i privilegi del senato, ma dovette fondare il suo potere sui militari e sulla burocrazia, non sui cittadini romani. La repubblica schiavista era finita, ma il problema del lavoro schiavile, come osserva l’A., si perpetuò. Ricchissima bibliografia]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Storia sociale. Ordini. Clientele. Proprietà terriera. Pubblicani. Lex Claudia. Schiavismo. Crisi della repubblica

16. Allegri, Giuseppina, Bruto usuraio nell’epistolario ciceroniano. Parma, Pubbl. Università degli studi, Istituto di Lingua e letteratura latina n. 3 Nuova Italia Firenze 1997 7 – 77.

[Lo studio riguarda, più che le lettere a Bruto di questo libro, la questione degli abitanti di Salamina. Degli amici di Cicerone che durante il suo proconsolato in Cilicia gli raccomandavano uomini d’affari, Bruto fu il più importuno. Si cita a tal proposito la raccomandazione di Bruto in favore di Marco Scapzio e Publio Matinio. Questi due negotiatores (uomini d’affari) erano in realtà faccendieri e prestanome dello stesso Bruto, che nella sua qualità di senatore non poteva impegnarsi direttamente (in realtà non avrebbe dovuto farlo neppure per interposta persona) in attività commerciali e finanziarie. Bruto e i suoi agenti pretendevano dagli abitanti di Salamina gli interessi del 48 % [in virtù del cosiddetto anatocismo] su un prestito da costoro sottoscritto, mentre deliberazioni del senato e un editto perpetuo di Cicerone avevano fissato un tetto inferiore (del 12 %). È da notare che Bruto, come suo zio Marco Porcio Catone, era patrono dei Salamini (e come tale aveva l’obbligo morale e legale di assistere i suoi clienti in caso di bisogno anche con prestiti di danaro). Questa circostanza in teoria poteva giustificare il prestito in deroga alla legge Gabinia, ma non giustificava certo gli interessi esosi.

In questa tesi di perfezionamento “viene illustrato il contrasto fra il duro giudizio su Bruto uomo espresso da Cicerone e la solenne immagine del politico consacrata in seguito da Cicerone stesso (…) L’esame delle pagine dell’epistolario ciceroniano, oltre a gettare discredito sulla figura del tirannicida, contribuiscono ad illuminare la figura di Cicerone, alla cui azione, nei casi esaminati, non era stato dato ancora il dovuto rilievo (pag, 64). Equità e giustizia avevano guidato l’azione di Cicerone in favore di Bruto, ma ciò non era stato sufficiente ad evitare l’epilogo funesto della vicenda (pp. 65-66). Chi aveva speculato spietatamente sugli abitanti di Salamina divenne in seguito integro amministratore della Gallia” (Ferruccio Bertini)]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Bruto usuraio

17. Alleen, W., Cicero’s House and Libertas Transactions and Proceedings of the American Philological Association (TAPhA) 25 1944 1-9. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Libertà

18. Allen W., Legendus est Cicero Classical Journal 1949 XLIV 260-263. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Necessità di leggere Cicerone

19. Allen, W., junior , Cicero’s Provincial Governorship in 63 B.C. Transactions and Proceedings of the American Philological Association (TAPA/TAPhA) 1952 233.241. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Governo provinciale dell’anno 63. Cilicia

20. Altheim, Fr., Lex sacrata: die Anfänge der plebeischen Organization Amsterdam 1960. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lex sacrata

21. [Ambrogio] [La lettera come comunicazione a distanza] v. Cugusi 165 Ideologie e tecniche letterarie. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettera. Comunicazione a distanza

22. Ambrosone, C., Note sull’illecito nelle elezioni romane Atti della Accademia di Scienze morali e politiche della Società nazionale di Scienze, Lettere ed Arti di Napoli (AAN) 94 1983 223-233.

[La legislazione de ambitu riguarda tutta una serie di delitti e irregolarità divenuti correnti dal II secolo alla fine della Repubblica (distribuzioni di doni e denaro agli elettori, promesse di magistrature (coitio), sodalizi elettorali, impiego di bande armate, per esempio di gladiatori, o dell’esercito regolare per intimidire gli avversari. Tutto ciò si ricava dall’interpretazione di numerosi passi di Cicerone]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Brogli elettorali

23. André, Jean-Marie, L’otium dans la vie morale et intellectuelle romaine, des origines à l’époque augustéenne Paris 1966

[Il richiamo all’otium è di matrice culturale: “la conscience romaine, dans le De oratore, exige que l’otium appelle la culture, et non la culture l’otium: tal estl’arrangement que concluent, en cette sorte de pause avant de nouveaux combats, un esprit hellénisé et une âme romaine”. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Otium

25. Andreau, Jean, Le commerçants, l’élite et la politique romaine à la fin de la république in: Carlo Zaccagnini (ed.) Mercamti e politica nel mondo antico. Saggi di storia antica 21 Roma 2003 €180.00

[Atti di un convegno tenutosi all’Università di Roma ‘La Sapienza’ nel 2000. Il prezzo del volume è stato giudicato osceno. Il saggio di Andreau sostiene che alla fine della repubblica i legami fra commercianti e senatori fossero meno stretti di quanto si crede usualmente. La legge Clodia del 218 a. C. che proibiva ai senatori e ai loro figli di possedere navi di capacità atta al commercio marittimo diede probabilmente inizio alla dissociazione fra gli interessi dei senatori e quelli dei mercanti. Le fonti sono più esplicite, per quel periodo, in materia di agricoltura e di miniere che di commercio. Tuttavia le prove della circolazione di anfore, ceramiche, lucerne, tegole e mattoni sono evidenti e testimoniano un florido commercio anche se dissociato dall’ambiente senatorio]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Commercianti ed élite

26. Andreau, Jean, A propos de la vie financière à la fin de la République – Financiers de l’aristocratie à la fin de la république, in AA. VV. Le dernier siècle de la république romaine et l’époque augustéenne. Journées d’étude. Strasburg 1978 47-62. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Finanzieri

27. Andreau, Jean, A propos de la vie financiére à Pouzzoles – Les bourgeoises municipales …(Vedi sopra). SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Finanzieri

28. Andreotti, Giulio, Presentazione del Manualetto di campagna elettorale di Quinto Tullio Cicerone, a cura di Paolo Fedeli, Salerno editrice Roma 1987. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Quinto Cicerone. Finanzieri

29. Andrzejewski, Roman, La structure de la lettre de recommendation antique à la lumière des principes de la rhétorique, Rocziniki Humanistyczne 21 (1973) 17 [in polacco con riassunto in francese]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere di raccomandazione. V. opere seguenti

30. Andrzejewski, Roman, Listy polecajace Cycerona w s’wietle anticznych zasad rekomendacji Eos 63 1975 1-36. [In polacco con riassunto in latino dal titolo Quo modo Cicero Commendandi Doctrinam in Epistulis servavit [vedi opera citata appresso].

[L’A. dà un elenco delle lettere di raccomandazione contenute nell’epitolario ciceroniano e ne conta 107, comprese tutte quelle del libro 13. Oltre a queste, che secondo lui sono 80, egli elenca: ad fam. 1, 3, 2, 14, 3, 1, 5, 5, 6, 9, 7, 5. 21, 9, 13. 25, 11, 16. 17. 22, 12, 6. 21. 24. 26. 27. 29; ad Atticum 16, 16 a. b. c. d. e. f; ad Quintum fratrem 2, 13; ad Brutum 6. 16. Per quel che riguarda il primo gruppo (ad fam.) si veda la mia introduzione al libro 13. Altri studiosi hanno segnalato qualche altra lettera, ma in realtà un elenco completo o esauriente è impossibile a farsi, perché la classificazione è dubbia]. SOGGETTO E PAROLE CHIAVE: Lettere di raccomandazione

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